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Antonio Guerrera, ex Presidente Pallavolo AtripaldaGli ottimisti, questa volta, si sono dovuti ricredere: Il miracolo per salvare la Pallavolo Atripalda non c’è stato. Dopo le dimissioni in toto del consiglio d’ amministrazione e dopo la segnalazione alla lega per l’ammanco subito da dirigenti e staff con la conseguente messa in mora della società, sta per delinearsi l’ultimo atto della triste vicenda legata all’unica società campana iscritta la campionato di A2 maschile. Le ultime settimane sono state teatro di trattative con eventuali acquirenti, voci di ogni genere si sono rincorse, fiumi di parole sono state versate per perorare la causa dell’acquisto della società ma alla fine nulla si è mosso.  All’indomani della conferenza stampa del presidente dimissionario, Antonio Guerrera, tenutasi lo scorso sabato nella sede della società ad Atripalda, anche le ultime speranze sembrano essere sparite. ” E’ necessario che io faccia, a nome mio e della dirigenza tutta, un ringraziamento e soprattutto le scuse per il disagio causato a giocatori e allo staff, un disagio non dovuto alla nostra volonta’ ” Così esordisce l’ex presidente biancoverde che, oltre a lanciare l’ultimo appello al fine di salvare la società (Ci sono ancora 6 giorni di tempo per presentare  in lega la rinuncia al campionato),  ha spiegato quali sono le motivazioni per cui, secondo lui,  la società si è trovata in queste condizioni: “Se qualcuno ha detto che ha mantenuto gli impegni, ha detto una cosa inesatta, le carte sono qua, io sono a posto, se qualcuno dice il contrario lo deve dimostrare “.  Il “qualcuno” in questione è il main sponsor della società, Sidigas. A detta del dimissionario presidente, insomma, il defoult della Pallavolo Atripalda è stato causato dal mancato pagamento da parte di Sidigas della sponsorizzazione contrattualmente concordata. L’azienda irpina avrebbe ricoperto solo il  trenta per cento dell’ impegno pattuito per la passata stagione , a questo, si sarebbe aggiunto, sempre a detta del Presidente Guerrera, l’arrivo di documenti ingiuntivi secondo i quali la Pallavolo Atripalda risulterebbe inadempiente nei confronti della Scandone (il cui proprietario è Sidigas) riguardo alla copertura dei fitti e dei costi di gestione, un aspetto, questo, ovviamente determinante ai fini del prosieguo della stagione in corso. Non solo,  a questa serie di fattori si è aggiunta la revoca di sponsorizzazione anche da parte di  HS, altro main sponsor, che ha rinunciato  “per giusta causa” ai contributi dovuti per la stagione in svolgimento. Una situazione difficilissima che ha visto manifestarsi il conseguente disagio delle famiglie legati a giocatori e staff tecnico che non hanno visto ma recapitarsi uno stipendio dall’ inizio della stagione.  Conseguenza di tutto questo è stato il comunicato emesso lo scorso giovedì, in cui “con profonda mestizia”, la Pallavolo Atripalda comunica,  a causa delle vicissitudini societarie (compresa la conclusione della trattative poste in essere per la cessione del titolo) l’impossibilità a partecipare alla gara di campionato di A2 che si sarebbe dovuta svolgere lo scorso sabato al Pala Del Mauro. L’inizio della conclamata fine, dunque, che nessuno, amanti della pallavolo e non,  avrebbe mai voluto vedere. Lo sport, soprattutto negli ultimi tempi, non è nuovo ad avvenimenti del genere purtroppo,  ma, a quanto pare, saremmo di fronte, al primo caso di ritiro di una squadra maschile dal campionato di serie A. Senza precedenti.

Antonella Manfellotto