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gara nuoto

Vi siete mai chiesti cosa deve fare un nuotatore prima di una gara? E quali allenamenti deve seguire? Cosa significa quando il nostro allenatore a bordo vasca ci dice di fare 3 serie da 200 braccia con pull ad un certo ritmo blando o ad un ritmo più sostenuto e con un determinato recupero tra una serie e l’altra?

Detto ciò, illustriamo le varie fasi di allenamento.

La prima fase è di riscaldamento a basse andature, a questa fa seguito una seconda fase  che viene denominata di attivazione. Tra le due, alcuni allenatori propongono esercizi di tecnica in cui è sempre previsto un periodo di circa 10 minuti di allenamento delle gambe.

Il volume degli allenamenti varia dai 2,5 -3 km per i gruppi più lenti ai 3,5-4 km per i gruppi più veloci.

La terza fase si chiama di lavoro centrale, è quella più intensiva che si compone di diverse andature, ordinate in base all’intensità dello sforzo richiesto. Andature aerobiche dove l’organismo produce energia utilizzando ossigeno senza lasciare scorie. Andature di soglia che presentano per l’organismo il limite della capacità di produrre energia e potrebbe comportare produzione di acido lattico, un po’ più intense delle andature aerobiche ,intervallate da brevi riposi che consentono di monitorare la frequenza cardiaca. Il recupero avviene interamente sotto l’acqua, è subacqueo.

Il programma di allenamento termina sempre con una fase finale di defaticamento per sciogliere i muscoli e favorire lo smaltimento dell’acido lattico.

Gli allenamenti master sono finalizzati alla massimizzazione del rendimento fisico e molto poco al miglioramento tecnico, già acquisito precedentemente prima di approdare nelle corsie centrali di gara.

Il coach, prima di una gara, deve conoscere i tempi degli atleti, definirne gli obiettivi, individuare le necessità e i bisogni, verificare cronometrando la partenza e l’arrivo e gli eventuali aggiustamenti “in itinere”.

Un argomento così vasto e variegato non può considerarsi di certo esaurito, ma  nell’ insegnamento è importante la programmazione, utilizzando strategie di gara, sperimentando nuove metodologie , interagendo con gli allievi aprendosi a scambi di informazioni, incitando la crescita, ma soprattutto permettendo di creare un clima di aspettativa in cui partecipare è già vincere.

Rachelita Ferrara