CONDIVIDI

piscina

Del nuoto si dice che sia lo sport più completo,che fa bene a tutti e per tutto, ma è solo un luogo comune o sarà vero?

Chi pratica questo sport regolarmente per circa 2-3 volte a settimana avrà di sicuro sentito parlare di pull, respirazioni, crawl, ambientamento ed acquaticità. Proprio quest’ultima rappresenta la fase più delicata, il primo approccio dell’allievo con l’acqua. E come avviene?

Immaginiamo di essere lì, in quella piscina e di dover iniziare il nostro primo giorno di lezione, siamo impacciati, emozionati, ma allo stesso tempo anche paurosi, oddio riuscirò a restare a galla? Questo costume mi stringe, ho accumulato chili di troppo che in vista dell’estate devo assolutamente levare via, e poi mi guardano tutti, ah sì è vero, non ho ancora indossato la mia cuffia giallo limone che ho comprato appositamente per distinguermi dagli altri. Voglio che l’istruttore si ricordi subito di me, così posso imparare il più velocemente e d’estate potrò finalmente una volta al mare sentirmi meno goffa quando mi tufferò dalla barca per nuotare con gli amici.

Dallo sguardo dell’istruttore tutto è più semplice, lui è lì, già pronto con indosso la sua muta rigorosamente nera, ai piedi i suoi infradito e con in mano i suoi strumenti:tubolari e braccioli, in mente sa già cosa fare.

Eppure rendere la lezione diversa, divertente e poco noiosa non è facile . Quell’istruttore ha studiato tanto e vuole trasmettere la sua passione agli altri, proponendo esercizi in forma giocosa e al contempo capire quale sia lo stato d’animo dei suoi allievi, osservando attentamente le loro reazioni potrà invitarli, soprattutto i più piccoli, a lavarsi il viso con l’aiuto di un catino, o a fare la doccia con uno scolapasta. I più timorosi dovranno essere coinvolti nel gioco di gruppo affidando loro degli incarichi adeguati alle loro capacità, il più di tutti è sempre colui che collabora con l’istruttore a riempire il catino, o a versare l’acqua sul capo dei compagni.

L’entrata in acqua, quando si è in micro vasca, è sempre quella dall’atmosfera spumeggiante, sul bordo i bambini inizieranno a battere le gambe rimanendo seduti sul bordo vasca facendo ribollire l’acqua. Gli schizzi generati costituiranno il momento in cui i bambini si abitueranno a vincere il fastidio dell’acqua sul viso. Giochi come la raccolta degli oggetti sul fondo,i salti, i tuffi dal bordo, l’utilizzo del materassino, lo scivolo in acqua sono i primi mezzi utilizzati per far conoscere il magico mondo sommerso e per sviluppare le capacità di apnea e di controllo respiratorio.

La frequenza costante e continua in piscina darà la possibilità a quel bambino, ormai diventato un adolescente, di passare di anno in anno dalla corsia dei principianti a quella degli agonisti, acquisito il ritmo cardiaco giusto e la forza muscolare adeguata  si sentirà talmente sicuro di sé da voler credere di poter vincere una medaglia partecipando alla gara a staffetta insieme alla sua squadra. Ore di duro lavoro e sacrificio saranno  poi compensate quando, salito su quel blocchetto blu, al fischio della partenza si sentirà il più forte del mondo, e con le sue braccia spingerà quell’agglomerato d’acqua arrivando per primo all’altro lato della vasca. E sarà una conquista vedere sul tabellone il suo tempo migliorato, perché il nuoto non è una gara con gli altri, ma una sfida da affrontare con se stessi.

In quella vasca ci sei solo tu e l’incommensurabile voglia di nuotare.

Rachelita Ferrara