CONDIVIDI

La forza fisica inversamente proporzionale alla freddezza sotto porta. Sì può riassumere così l’esperienza italiana di Mike Tullberg. Il centravanti danese sbarcò in riva allo Stretto, sponda reggina, negli ultimi giorni di mercato dell’agosto 2007. Tre giorni dopo la presentazione al Granillo, venne subito schierato dal 1′ dal tecnico Ficcadenti per la gara contro il Torino.

tullberg

 

Ma facciamo  prima un passo indietro: la Reggina si presenta al taglio del nastro della stagione con un grosso punto interrogativo: non c’è più Rolando Bianchi, autore dei 18 gol che hanno salvato la squadra di Mazzarri nel 2006-2007.  In pratica, Ficcadenti dovrà fare a meno dell’eroe della salvezza nel campionato della penalizzazione. Non è un problema da poco. Anzi è un rompicapo. Ma Foti ha l’intuizione per risolvere il cubo di Rubik: fare spese in Danimarca. E così arrivano il difensore Kris Stadsgaard, altra meteora e l’attaccante Tullberg. Avessi  detto i fratelli Laudrup.

CARATTERISTICHE – Mike Tullberg è un centravanti. E’ alto 1,85 e pesa 77kg. Ma ha un grosso difetto: segna poco. In pratica, un peccato capitale per chi gioca in quel ruolo. Del resto i numeri parlano chiaro: 56 presenze e appena 12 reti nel campionato danese. Tradotto:  ha lo stesso score  di Thomas Helveg. Solo che quest’ultimo è un terzino.

ESORDIO-  Al debutto Tullberg non sfigura. Almeno per una buona ora di gioco: lotta e sgomita contro la difesa avversaria. Fino a quando Amoruso non lo libera davanti al portiere. Il danese è solo, ha tutto il tempo per controllare e tirare in porta. Invece spara alle stelle. Ficcadenti lo toglie dal campo qualche minuto dopo. Il giorno seguente, la “Rosea” parla di un Tullberg spumeggiante come la birra, ma poco concreto. Comunque sufficiente. Quindi sarà Confermato per la prossima gara? No. Rimandato? Nemmeno. Bocciato, senza appelli. Eh sì, il calcio è spietato, ma Ficcadenti lo è ancora di più. Tullberg invece non lo è per niente. Soprattutto davanti al portiere.

RITIRO – Da allora Tullberg vede il campo solo in altre 4 occasioni. Addirittura l’arrivo di Ulivieri complica le cose, invece di migliorarle, perchè il danesone viene degradato in Primavera. A fine stagione lascia la Calabria e si trasferisce in Scozia in prestito. Rescinde con la Reggina nell’agosto del 2009. Ad appena 27 anni, dopo un brutto infortunio, appende gli scarpini al chiodo. Eh già, il calcio è proprio spietato, Vero, Mike?

 

Mariano Messinese

Twitter:@MarianoWeltgeis