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La mia sul Napoli – rubrica a cura di Crescenzo Tortora

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La crisi è cavalcante. Dopo i 3 punti in Europa, un’altra battuta d’arresto.

Il mister va in campo con una formazione rivoluzionata, centrocampo inedito con Gargano e l’esordio dal primo minuto di David Lopez, il primo vicino al gol, entrambi danno buoni segnali. Davanti si schiera Zuniga a destra e Michu nella coppia d’attacco con Higuain. Si cerca, per le qualità per lo più interdittive dei nostri mediani, spesso il cross lungo e la spizzata di Michu. E Insigne da fiato a Mertens. Il Napoli tiene sotto controllo la gara per tutto il primo tempo, poco efficace in fase finalizzativa, ma la partita sembrava potersi sbloccare prima o poi. Questa volta siamo meno incisivi dalla sinistra, dove Insigne non può contare sull’apporto del terzino, Britos è un adattato in quel ruolo. Michu ancora non all’altezza, ma noto dei miglioramenti partita dopo partita, oggi spizza un po’ di palle e va anche al tiro. La solita indecisione difensiva, spizzata sbagliata di Koulibaly, e ci si dimentica di Danilo che la mette dentro. Nel complesso il Napoli non incide, non segna, ha qualche occasione, un palo, e qualche parata del portiere avversario, e loro con l’unica palla buona e l’unico grosso svarione della nostra difesa la mettono dentro. Al gol, la squadra sbanda, tenta di schiacciare gli avversari, ma è inefficace. Le sostituzioni non migliorano le cose. Hamsik è in panchina, ma non entra.

Come era stato con il Chievo, la partita la giochiamo noi, abbiamo occasioni, e gli altri fanno ben poco. A questo va anche aggiunto che la ruota della ‘ciorta’ non gira a nostro favore, nelle ultime due uscite poche occasioni concesse, che ci puniscono pesantemente.

Il Napoli non piace, ma non si può dire che giochi proprio male. Ma questo non basta, bisogna buttarla dentro. Qualche cosa che non va c’è. Il Mister deve capire dove operare. Non mi sento di criticare il turn-over, che va fatto per affrontare questa prima parte di stagione al meglio, l’obiettivo è di far sentire tutti al centro del progetto. Ma forse siamo troppo prevedibili? Poco cattivi, come dice il mister? Fragili mentalmente? Al mister e alla squadra la possibilità e il compito di dare una risposta a queste domande.

Bisogna ritrovare la fiducia che alcuni risultati negativi mettono a dura prova, ritrovare tutti gli automatismi e il modo di perforare le difese arroccate di squadra che, come Udinese e Chievo, giocheranno in 11 dietro la palla!

Speriamo di non doverci trovare a fare questi discorsi di speranza tra qualche settimana, il mio ottimismo ha un limite.

Mercoledì l’occasione per rifarci, sarò allo stadio con tanta tensione, servono i 3 punti per frenare la crisi.

La mia sul Napoli – rubrica a cura di Crescenzo Tortora

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