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Il 900′ non era ancora arrivato. Eppure già si sentivano le ultime grida di protesta dell’800 che non voleva andare via. Era il 1896 e l’Europa gonfiava il petto. Le parole d’ordine erano: ottimismo, pace, progresso e rivoluzione industriale. Il vecchio continente sembrava davvero destinato all’eterna prosperità.

OSCURI PRESAGI-Le pistolettate di Sarajevo? I cannoni della prima guerra mondiale? No, nessuno lo immaginava. O magari solo qualche oscura Cassandra. Ma quel giorno a Napoli nessuno aveva voglia di fare discussioni politiche. C’era una partita di calcio. E che partita: la prima in assoluto giocata nella città del Vesuvio.

CAPODICHINO- Il teatro della contesa era Campo di Marte. Oggi questo toponimo non dice molto, anche perché adesso al posto delle porte e dell’erba c’è la pista dell’aeroporto di Capodichino. All’epoca questo luogo ospitava, solitamente, le parate militari. E anche quel giorno c’era una parata, ma senza armi. Il protagonista era il pallone.

I CIRCOLI- A sfidarsi su quel campo improvvisato furono due squadre di calcio messe su alla bell’e meglio: da un lato gli uomini del Circolo Canottieri Italia e una selezione degli altri circoli nautici cittadini. Come finì la partita? Non si sa. Non ci sono notizie certe. Dopotutto non è necessario avere sempre delle risposte. Il mistero è affascinante. E stimola la ricerca.