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Paulo Innocenti primo capitano Napoli

Anni 20′: pantaloni alla zuava e calcio pionieristico. Questo sport aveva più di mezzo secolo di vita, ma gli anni se li portava così bene da sembrare un bambino. Sì, in pochi avrebbero scommesso che l’arte della pedata sarebbe diventata un simbolo della cultura mondiale. Eppure le cose sono andate proprio così.

IL MIGRANTE- Questa storia inizia proprio in quel periodo: anzi nel 1926 per la precisione. Il protagonista è uno dei tanti immigrati di ritorno nella terra dei propri genitori. Si chiama Paulo Innocenti ha 24 anni ed è nato in Brasile da padre e madre italianissimi di Bologna. Paulo Innocenti è anche un giocatore di calcio che sbarca in Italia nel 1915 durante la prima guerra mondiale. Buon per lui: è ancora troppo piccolo per andare al fronte e viene risparmiato dalla grande carneficina internazionale. Paulo cresce sano e dimostra di saperci fare con il pallone. Diventa un difensore del Bologna e vince anche uno scudetto

L’AMORE- Poi nel 1926 si trasferisce a Napoli per adempiere agli obblighi di leva. Viene ingaggiato dalla squadra locale e salta la naja. Si innamora a tal punto della città e dei colori sociali da disputare 10 stagioni con la maglia dei partenopei. Gioca la prima partita ufficiale del Napoli, sconfitto per 3-0 dall’Inter (sì, decisamente altri tempi),  segna anche la prima rete di sempre per gli azzurri (ancora una sconfitta, 4-1 contro il Genoa) e diventa il primo capitano della storia. I tifosi lo chiamano “Pippone“, ma non perchè sia un bidone, soltanto per il suo naso a becco. Quando si ritira, resta a vivere a Napoli e a lavorare per la società.

PER SEMPRE-Nel ’43 siede anche sulla panchina partenopea conquistando un dignitoso terzo posto in B. In seguito apre un bar in pieno centro che diventa un punto di ritrovo del tifo napoletano. Paulo Innocenti si è spento nel 1983 nella città che lo ha sempre amato.