CONDIVIDI
Gabriel Bordi ex Napoli

L’Argentina e Napoli: un binomio che ha funzionato bene, ma non sempre in maniera impeccabile. Soprattutto nel periodo compreso tra il post-Maradona e il pre-Lavezzi. Sì, gli anni 90 e l’inizio del nuovo millennio hanno spesso sconfessato questa santa alleanza nel nome di D10s. I colpevoli? Tanti: a cominciare da Calderon per finire con Gabriel Bordi, il primo (presunto) Tanque.

COME VIERI-Bordi sbarca alla corte di Novellino nell’estate del 99. E’ un attaccante e nell’ultima stagione in patria ha segnato più di venti gol. Per carità, si tratta sempre di seconda divisione, ma anche il Napoli gioca in Serie B, quindi le differenze sono minime. E poi il diretto interessato può sempre far affidamento sulle sue qualità. Forse anche troppo. Infatti il giorno della sua presentazione la spara grossa:”Sono una punta alla Vieri”.

LA CONCORRENZA-In effetti la forza fisica non gli manca. Lo chiamano Tanque per la sua capacità di travolgere le difese avversarie. In realtà, il carrarmato sarà invece travolto dalla concorrenza nel reparto avanzato: Schwoch, Stellone, Bellucci, Galletti e persino Robbiati. Insomma, Novellino ha a disposizione tante bocche di fuoco. Ma non può schierarle tutte, qualcuno dovrà pur sempre restare a guardare gli altri giocare.

LA COMPARSATA-Quel qualcuno è proprio Bordi che colleziona appena due presenze, compreso uno scampolo di gara in Coppa Italia. I fatti danno comunque ragione a Novellino: il Napoli conquista la serie A anche grazie ai gol di Schwoch e Stellone e dei rincalzi Bellucci, Galletti e Robbiati. Bordi invece torna a capo chino in patria. Ha continuato a giocare fino al 2011, prima di appendere gli scarpini, pardon, i cingoli al chiodo.