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Olivier-Renard- ex Napoli

Udine-Napoli. L’asse ha sempre funzionato a meraviglia. Almeno sin dalla metà degli anni 90. Sono tanti i giocatori che si sono spostati dal Friuli alla Campania. Merito anche della mediazione di Pierpaolo Marino che ha servito entrambe le società. Certo, non sempre il meccanismo ha funzionato. Alcuni calciatori non hanno demeritato (Jankulovski, Inler), altri hanno deluso (Montezine, Pavon) e poi c’è Renard. Nè fenomeno, nè bidone. Semplicemente una meteora.

LA SCELTA- Oliver Renard arriva al Napoli nel 2005. E’ di proprietà dell’Udinese, ma ha iniziato la stagione a Modena in A. Sceglie di ripartire dalla C, cioè di retrocedere di due categorie. Ma per Renard non è un dramma:” Il mio arrivo a Napoli, non e’ certamente un passo indietro solo perche’ la squadra gioca in serie C. Napoli e’ una squadra mitica, con una grande storia, per me e’ quasi un sogno che si realizza. Potrei restarci anche molti anni, per ora la cosa che mi preme di piu’ e’ giocare. A Modena ho disputato le prime sei partite poi mi sono infortunato. Quando la societa’ ha tentato di riscattarmi l’Udinese, che mi aveva dato in prestito, ha rifiutato ed a quel punto hanno deciso di puntare su un portiere di loro proprietà. Ora sono tranquillo, l’Udinese mi ha prolungato il contratto fino al 2008 ed ho la possibilità di giocare in una squadra come il Napoli dove la gente vive e respira calcio. Sono felicissimo e riconoscente al direttore tecnico Marino per aver nuovamente pensato a me dopo avermi portato a Udine”.

LA PANCHINA- Ma il suo arrivo coincide anche con l’esonero di Ventura. Al suo posto arriva Reja e il belga si trova costretto a sedersi al fianco del nuovo allenatore. In pratica, Renard vede il campo con il contagocce. Appena due presenze con Gianello titolare inamovibile. Al termine della stagione, il portiere torna in patria e riesce a giocare con più continuità tra Standard Liegi e Malines. Si è ritirato nel 2013 e ha intrapreso la carriera da direttore sportivo. Nell’estate del 2014 è tornato sotto i riflettori per un’intervista in cui consigliava al connazionale Fellaini di andare al Napoli. Tentativo fallimentare. Come il suo (mezzo)campionato in azzurro.