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Alla metà degli anni 90′ non c’è l’alta velocità, eppure la linea Napoli-Parma funziona benissimo. Soprattutto nel calcio. Non sono pochi i giocatori che si trasferiscono dall’Emilia alla Campania e viceversa. Uno di questi è Freddy Rincon, gigante colombiano acquistato dai gialloblu e ceduto subito in prestito al Napoli.

IL SOSIA- Le referenze sono buone. Gli osservatori del Parma paragonano, con tanta poesia e poca razionalità, la sua progressione palla al piede a una locomotiva. Insomma, Rincon dovrebbe essere la nuova stella della Serie A, la risposta napoletana a George Weah, stella del Psg. Invece, al di là di una vaga somiglianza fisica, è l’ennesimo abbaglio della dirigenza partenopea. Infatti, il colombiano segna appena 7 gol in 28 partite e sforna delle prestazioni oscene. I tifosi sono così esasperati da aggredirlo fisicamente mentre fa rientro nella sua casa a Posillipo.

L’ACCUSA- Dopo la stagione mediocre, torna a Parma, ma solo per una sosta. C’è un aereo che lo porta dritto a Madrid. Sì, il Real lo acquista. Strano il calciomercato. Ma il sogno di Rincon finisce presto. A gennaio, le merengues se ne liberano e lo spediscono in Brasile. Inizia così la parabola discendente dell’ex Napoli. Si ritira nel 2004. Ma nel 2015 torna agli onori della cronaca quando l’Interpool emana un mandato di cattura. L’accusa è gravissima: Rincon è indagato per riciclaggio di denaro sporco proveniente dal narcotraffico. Viene assolto nel 2016 e la brutta avventura finisce in archivio. Come quella a Napoli.