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Ci sono soprannomi ereditati da genitori e nonni e ci sono altri profetici. Un esempio? Quello di Crasson, il difensore belga del Napoli appellato da Raffaele Auriemma: “Alcatraz”. Chissà se l’ex giocatore qualche anno più tardi, mentre si trovava in una stazione di polizia, si sarà ricordato di questo originale “contranome”.

L’ARRIVO- Ma andiamo con ordine. Crasson viene acquistato dal Napoli nel 96-97, in pratica l’anno precedente alla disastrosa retrocessione. Il suo primo campionato in azzurro si attesta sugli stessi livelli della squadra, cioè piena mediocrità, comunque sufficiente per assicurare al Napoli un’altra stagione nella massima serie e a Crasson la riconferma.

L’ADDIO- Il campionato 97-98 è invece tragico. Tra allenatori esonerati e dimissionari, caterve di gol subiti, sconfitte pesanti e figuracce varie, Crasson si adegua alla situazione generale. Il Napoli collassa e retrocede in B. Il belga invece torna in patria all’Anderlecht. Chiude la carriera al Brussels nel 2005 e inizia quella di commentatore tv.

LA LITE- Crasson commenta gli altri giocatori, ma lascia anche parlare molto di sè. Soprattutto per le vicende extracalcistiche: il 23 settembre 2011 viene arrestato dalla polizia per aver tentato di strangolare la moglie. Tuttavia viene rilasciato dopo poche ore perchè non si trovano riscontri all’accusa mossa dalla coniuge. La lite viene comunque ripresa dalle telecamere a circuito chiuso e diffusa sui giornali. Crasson subisce una gogna mediatica, anche se nemmeno le immagini chiariscono bene la dinamica, mentre il Belgio si spacca in due, tra innocentisti e colpevolisti.

LE FLEBO- Due mesi dopo il fattaccio, Crasson rilasciò alcune dichiarazioni sulla sua avventura italiana che fecero scalpore: “C’erano molte flebo all’epoca e non si sapeva cosa contenessero. Mi facevano fleboclisi, due volte alla settimana. Mi dicevano che erano sali minerali, ma se poi erano altre cose… C’erano analisi delle urine ogni settimana ma è un’ipocrisia”. Vero? Falso? Chissà. Di certo le flebo non aiutarono il peggior Napoli della storia.

 

Mariano Messinese