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Napoli è la città ideale per una vacanza: sole, mare e cibo buono. Qualcuno poi se ne innamora e decide di trasferirsi definitivamente lì: per esempio Ignacio Fideleff. Il difensore argentino arrivò all’ombra del Vesuvio nell’estate del 2011 per giocare con il Napoli ed è rimasto, nonostante i prestiti, fino al gennaio 2016. Alto, zazzera bionda e una vaga somiglianza con Enzo Paolo Turchi. Somiglianza anche professionale con una piccola differenza: il marito di Carmen Russo ballava in tv, Fideleff in difesa.

MOSCARDELLI –Mazzarri se ne accorge subito. Lo fa debuttare alla quarta giornata, la terza ufficialmente per il rinvio della prima, contro il Chievo al Bentegodi. A 20′ dalla fine spiove un pallone innocuo nell’area napoletana, Fideleff, tutto solo, liscia e spiana la strada a Moscardelli che punisce De Sanctis: 1-0 per il Chievo e tutti a casa. Mazzarri comincia a nutrire qualche dubbio sull’affidabilità dell’argentino.  Ma il tecnico è un giudice clemente e concede l’appello: la settimana successiva tocca di nuovo a Fideleff. Al San Paolo c’è la Fiorentina di Mihajlovic e per Fideleff c’è Cerci, non un cliente semplice, ma neppure Messi. Eppure l’ala viola per 54′ è imprendibile: finte, controfinte, dribbling, accelerazioni, Fideleff non lo vede praticamente mai. Dopo quasi un’ora di gioco Mazzarri richiama in panchina il difensore che manifesta un evidente capogiro. Da quel momento Fideleff vedrà il campo con il contagocce.

LA CITTADINANZA-A partire dall’estate 2012 il Napoli lo gira in prestito ovunque, pur conservando la proprietà del cartellino. Fideleff, quindi, finisce al Parma dove colleziona solo una presenza, poi al Maccabi Tel Aviv: qui vince il campionato nazionale da comparsa e ottiene la cittadinanza israeliana in virtù delle origini ebraiche della sua famiglia. Dopo varie peregrinazioni, tra Argentina e Grecia, ritorna a Napoli, fuori rosa, ovviamente.  Nel gennaio 2016 Giuntoli riesce nell’impresa di venderlo ai paraguaiani del Nacional. Qualche detrattore del ds napoletano sogghigna:”La cessione di Fideleff è stato il vero colpo di mercato di Giuntoli”. Ingenorosi. Ma spesso la cattiveria è come la leggenda: nasconde un fondo di verità.