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bob marassi

3 Maggio 2014. Una data che entra di fatto nella storia della S.S.C.NAPOLI.  Gli azzurri conquistano la Coppa Italia battendo per 3-1 la Fiorentina di Montella allo Stadio Olimpico di Roma. Un successo importante per la squadra di Benitez che al suo primo anno a Napoli si dimostra subito vincente, con la conquista di un trofeo, un ottimo terzo posto e una grande prestazione in Europa (Champions ed Europa League).

Mi piacerebbe parlare solo di calcio e di una grande squadra che dopo il doppio vantaggio in avvio di gara, grazie alla doppietta di uno strepitoso Lorenzo Insigne, che forse si è guadagnato con gran merito un biglietto per i mondiali del Brasile, è riuscita a difendersi eroicamente in dieci contro undici contro una buona Fiorentina, conquistando con merito la Coppa Italia.  Purtroppo non è così.  All’indomani di un importante successo, è sempre bello conservare le pagine dei più importanti quotidiani, dove campeggiano le foto di gioia dei giocatori e dei tifosi con la coppa e dove si sprecano i titoloni per celebrare una grande vittoria che resta sempre impressa nella memoria e nel tempo. Questa volta non è così.  Sfogliando i quotidiani, ascoltando i tg e cliccando tra i social media, il successo degli azzurri e la vittoria di un trofeo viene messa in secondo piano a causa di un tifoso azzurro ferito e in gravi condizioni, e di assurdi episodi di cronaca che hanno rovinato una bella pagina di sport e messo in cattiva luce il successo dei partenopei e la gioia di un’intera città. C’è ben poco da ricordare oltre al bel successo sul campo della squadra di Benitez.

Ieri sera,  all’Olimpico, ma soprattutto fuori dallo stadio si è scritta l’ennesima vergognosa pagina dell’Italia e di un sistema malato che ruota intorno al calcio che rovina lo sport più bello del mondo e una festa così bella come una finale nazionale.

A farne le spese, purtroppo è stata ancora una volta l’immagine del calcio italiano, di  una città e del popolo napoletano, di una tifoseria che  fischia l’inno e che vuole ostacolare la disputa di una partita o che decide se si gioca o meno. Ma le cose non stanno così.  Mi auguro che sia fatta luce sui fatti accaduti all’esterno dello stadio e che a pagare siano i veri colpevoli. E’ assurdo andare a vedere una partita di calcio e ritrovarsi in fin di vita in un’ospedale a causa di un colpo di pistola. Non è bello vedere l’inno nazionale fischiato, ma allo stesso tempo non è bello ascoltare cori razziali e discriminatori in tanti stadi e parti d’ Italia, compreso lo stesso stadio Olimpico nella serata della Coppa Italia. Se la gente si indigna per l’inno fischiato non può rimanere indifferente davanti a certi cori che si ripetono ogni domenica in tanti stadi d’Italia. Impariamo a vedere anche il rovescio della medaglia e a guardare le cose a 360 gradi. Mi auguro che un giorno tutto questo finisca e che si possa parlare sempre e solo di calcio giocato , divertimento e momenti di gioia e spettacolo.

Per il resto, meglio parlare di calcio giocato.  In campo il Napoli ha dimostrato di meritare questo trofeo. Un grande Lorenzo Insigne spesso criticato, ha dimostrato di essere un grande giocatore mettendo il timbro sulla coppa con una fantastica doppietta, segnando alla sua maniera e avviando il successo dei partenopei.  Napoli forte in attacco ma anche in difesa. Dopo il gol del 2-1 subito da Vargas gli azzurri hanno dimostrato grande compattezza difendendo il vantaggio acquisito in avvio e nel finale hanno avuto il merito di chiudere la gara con Mertens legittimando un successo meritatissimo.

Dopo aver battuto in sequenza Atalanta, Lazio, Roma e Fiorentina, il Napoli alza la Coppa Italia per la quinta volta ed entra nella storia. Rafa Benitez al suo primo anno in azzurro vince subito un trofeo e getta le basi per un futuro in azzurro che mi auguro sia ancora pieno di vittorie e trionfi.  Bisogna partire da questa stagione per programmare un ciclo importante per un Napoli vincente in Italia e in Europa. Terminiamo il campionato e chiudiamo la pratica terzo posto e poi ci sarà tempo per programmare un futuro tutto azzurro.

Roberto Sica