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Preambolo. Se guardi al cielo, in una notte buia, potrai scovare un’enormità di stelle. Il nostro Sole è una stella, ma nell’Universo potrai trovare stelle più piccole, ma anche più grandi, di colore rosso, ma anche di colore blu, luminose e anche meno luminose. Nella nostra galassia se ne trovano oltre 100 miliardi. Le stelle nascono e muoiono. La loro esistenza è un equilibrio tra l’attrazione gravitazionale che tenderebbe a farle collassare, e le reazioni termonucleari che producono l’energia per sostenerle. Ci sono alcune stelle come il Sole che termineranno la propria esistenza come nane bianche, spegnendosi pian piano. Ma esistono stelle di più alta massa che, invece, sono destinate prima a diventare delle supergiganti, che bruceranno velocemente il loro combustibile, permettendo alla gravità di vincere. Questo collasso innesca un’esplosione e quindi la formazione delle cosiddette Supernovae, eventi catastrofisici che espellono il materiale stellare nelle regioni circostanti. Questi eventi durano poco e sono luminosissimi. Il gas espulso nel mezzo interstellare è ciò che permetterà la nascita di nuove stelle, è il posto dove nascerà il nuovo Napoli.

copertina_Sassuolo-NapoliLa partita. Il Napoli parte male, ancora una volta, è spento come una stella morente, che si affievolisce pian piano, proprio come farà il Sole. Gioca il peggior primo tempo che si possa immaginare, rincorre gli avversari, sbaglia tanto, e subisce anche il gol di Traoré, lasciato incolpevolmente solo oltre i difensori. E i rischi sono anche di più. E’ un disastro. Il Napoli è morto. Le speranze sono ridotte al lumicino, nel secondo tempo Gattuso sostituisce Luperto per Hysaj, portando di Lorenzo al centro (la mancanza di Koulibaly è pesante). Subentreranno anche Mertens e Elmas. Gli azzurri sembrano ingranare pian piano. Il Napoli non si vedrà assegnare un chiaro rigore su Hysaj e poi la sblocca col cuore. La sblocca con chi non ti aspetti, dove non ti aspetti. Zielinski verso il centro, Milik se la fa passare tra le gambe, e la palla arriva sui piedi di Allan. Che ci fa lì? E’ lì per segnare il pareggio. Non mancano i rischi per Meret, non manca una traversa che trema ancora. E il Napoli riponde con una seconda traversa e un gol annullato, entrambi da piede e testa di Callejon. Ma si deve aspettare il 94′, dopo svariati tentativi, per la gioia più bella. Il calcio d’angolo propizia l’autorete di Obiang. Il Napoli esplode bello e luminoso come una supernova, e crea le condizioni per un nuovo futuro.

Conclusioni. Ancora un Napoli a due facce. Ha bisogno di rientrare negli spogliatoi e uscirci per ritrovare l’orgoglio e il coraggio che gli mancava. Fortunatamente questa volta ci crede fino in fondo, senza mai arrendersi, pensando al cuore più che alla tattica. E’ la strada di questo nuovo Napoli. E’ la strada di un Napoli che deve ritrovarsi negli uomini, quegli uomini che sembrano aver dimenticato cosa hanno fatto in passato. La prova di orgoglio permette di programmare il futuro prossimo con più tranquillità, con la consapevolezza che non è tutto finito. C’è ancora molto da fare, in fase difensiva e per creare un miglior collante tra i reparti. Il Napoli corre finalmente, corre più di quanto fatto recentemente, corre, e attacca all’arma bianca, finisce la partita attaccando e senza incespicare, come mai fatto prima, col cuore, con l’orgoglio. E’ stato come una supernova che inaspettatamente è esplosa e ha mostrato lo spettacolo più bello, luminoso e catastrofico per gli avversari. Ma la stella è morta penserete. E’ vero, ma dal gas espulso potrà nascere una stella ancora più bella, un Napoli, si spera, capace di sanare, almeno parzialmente, i disastri passati.

La mia sul Napoli