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Preambolo. Ispirato da un commento di un amico e collega, parliamo di statistica, e dei concetti di media e mediana. Facciamola semplice, vi risparmio distribuzioni probabilistiche, valore atteso, deviazione standard, errore della media, teorema del limite centrale, annessi e connessi. Nelle scienze, quando si hanno misure ripetute di una grandezza, come il periodo di un pendolo, oppure il tempo di caduta di un grave, misurati attraverso un cronometro, si deve poter fornire una stima che riassuma queste osservazioni, e in genere si usa la media aritmetica. Facciamo un esempio, ho messo assieme le statistiche di gol di giocatori di calcio, e voglio sapere quanto segnano in media. Supponiamo che vi siano solo 5 calciatori, che in stagione hanno segnato 30, 30, 30, 30 e 1 gol (beati i primi). La media di gol segnati è di circa 24, ma tale valore è fortemente influenzato dal singolo gol segnato dal quinto giocatore. Esiste un indicatore alternativo del valore medio, che viene detto mediana, meno sensibile ai valori anomali. La mediana di una successione di numeri è il valore intermedio di tale successione. Quindi nella nostra successione di 5 numeri, è il numero di gol del terzo giocatore, e cioè 30. La mediana dei gol segnati è 30. Il Napoli dovrebbe lavorare più con la mediana e meno con la media.

Copertina_Napoli-ParmaLa partita. E’ la prima di Gattuso, si parte col 433, in campo ci sono i migliori. Ma è la peggior partita del Napoli. Gli azzurri sembrano dei bambini al cospetto dell’uomo nero. Sono terrorizzati. Di chi poi? Del Parma? No, hanno paura della loro ombra. Nei primi minuti 3 erroracci, il Parma passa in vantaggio (Kulusevski se ne va da solo e segna) e Koulibaly si fa male perché inciampa sulla sua ombra. Questo Napoli è fuori statistica. Che orrore. Nel secondo tempo le cose migliorano, entra Mertens, che dà più brio, inventa per Milik, il polacco la butta dentro. Il Napoli attacca, e attacca, sembra crederci, ma il risultato non si smuove. Verrà beffato in contropiede, Zielinski scivola e Gervinho parte con una prateria davanti a sè. E’ l’epilogo peggiore, che punisce oltremodo un Napoli già in terapia intensiva. Quanti errori, quanti strafalcioni. Fabian, Insigne e Callejon sono tra i peggiori in campo. Mertens è l’unico che può creare qualcosa. Se non fosse stato per Meret avremmo subito una mazzata ancora più forte.

Conclusioni. La narrazione di ciò che vediamo è chiara. E basta dare alibi che non esistono. Questa squadra è più forte di quella della passata stagione. E voglio tenere in conto della mancanza di un’alternativa per il terzino sinistro, e voglio capire che qualcuno voglia il metodista, e che qualcuno critichi la mancanza di incontristi, e mi sta pure che si critichino le prestazioni di qualcuno, che si sarebbe potuto fare di più, da parte di società e guida tecnica. Voglio tenere in conto di tutte le opinioni possibili. Ma credete veramente che questa squadra, per i valori tecnici che ha nei suoi ranghi, meriti una posizione del genere? Con tutti gli appunti che si possono fare, credete che i vari Insigne, Mertens e Callejon valgano questo orrore? Credete che questa squadra non possa avere la meglio su Parma, Udinese e Bologna? Non pensate che sia strano che nel giro di pochi giorni questi giocatori siano capaci di prestazioni eccelse con il Liverpool, e situazioni orrorifiche come quella col Parma? Non ci prendiamo in giro. Il problema non è tattico, non è tecnico, è solo mentale. Le prestazioni di una squadra sono la media di diverse componenti, e tra queste c’è anche la psicologia. Evidentemente la testa di questi ragazzi non è focalizzata, c’è qualche problema che inserito nel computo della media fa abbassare le prestazioni. La soluzione è usare la mediana, far pesare molto di più altre caratteristiche, la memoria dell’ottimo recente passato, la memoria delle prorprie qualità, la memoria di vecchi dettami e l’apprendimento di nuova tattica. Fate una mediana, la media lasciatela a casa.

La mia sul Napoli