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Preambolo. In questa rubrica si parla in particolare di Fisica, ma anche di metodo scientifico e di verità. Sai cos’è l’omeopatia? L’omeopatia è una medicina alternativa (poco medicina e molto alternativa) che si basa sul principio della memoria dell’acqua. Un prodotto omeopatico è fatto diluendo nell’acqua la sostanza alla quale è associato un certo effetto curativo (cioè diminuendone continuamente la quantità) e dinamizzandola (scuotendo più volte il prodotto). E si arriva al punto in cui in alcune medicine omeopatiche tale sostanza non esiste più, e resta sostanzialmente acqua. E questo è in contrasto con la medicina, ma soprattutto con i più basilari principi della Chimica. Le medicine devono contenere i principi attivi che possono guarire un’infezione. I rimedi omeopatici sono sostanzialmente acqua e zucchero. Quindi l’omeopatia non funziona, è scientificamente acclarato. Gli omeopati si affidano però alla cosiddetta memoria dell’acqua, e sostengono che l’acqua, essendo stata a contatto con il principio attivo di una sostanza, ne mantenga gli effetti. E questo è non scientifico. Il Napoli delle ultime settimane è stato scosso continuamente, abbiamo visto diluirsi sempre di più le sue capacità, le sue abilità, la sua convinzione, ma ha dimostrato che esiste una sua memoria, per il Napoli l’omeopatia funziona, ha memoria di qualcosa che sembrava aver perso.

Copertina_Liverpoo-NapoliLa Partita. Sorprendentemente il Napoli si ritrova, non è più la squadra apatica e inetta delle ultime settimane. Inaspettatamente, sfoggia, contro i campioni, un primo tempo unico. 5 difensori in campo, di Lorenzo è largo sulla destra, il modulo è lo stesso, ma gli azzurri no. Che convinzione, difesa e contropiede, occupazione degli spazi, pressione, e la ricerca della profondità e degli spazi. Da una ripartenza arriva il bel gol di Mertens. Spreca, ma il Napoli ha davanti la squadra più forte, un osso duro. Che sorpresa, ma potrebbe essere ancora più difficile nel secondo tempo e lo sarà. Il Napoli verrà quasi sempre schiacciato nella sua area, forse troppo, contiene, subisce i colpi, resiste. Subisce il pareggio di testa e da calcio d’angolo, è Lovren l’autore del gol. Rischia troppo, forse troppo, ma non ha la forza di ripartire e diminuire la pressione. La partita termina su un pareggio, un ottimo risultato dato il momento azzurro, ancora più importante contro i campioni.

Conclusioni. Non me lo aspettavo, davo il Napoli già morto, davo squadra e Ancelotti all’ultima spiaggia, invece tutti quelli che erano in campo hanno dimostrato la dignità di rimarcare chi sono e cosa possono fare, e lo hanno fatto contro i più forti. Dinamizzati e diluiti nelle scorse settimane, sembravano privi di qualsiasi atto di coraggio, privi di conoscenze, privi di orgoglio. E invece, e invece sono andati contro la scienza. Ci hanno mostrato che, sebbene dinamizzati e diluiti, hanno mantenuto la memoria di se stessi, inspiegabilmente. Come l’omeopatia. Con il Liverpool, il Napoli ci ha dimostrato che l’omeopatia per un giorno ha funzionato. Dinamizzati e diluiti, ma forti della memoria delle proprie capacità. Ma sia ben chiaro, l’omeopatia ha funzionato solo in questo racconto fantasioso, nella vita reale non ha nulla di scientifico, è solo effetto placebo.

La mia sul Napoli