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Preambolo. La Fisica ci dice che esiste una minima temperatura che un corpo può raggiungere. E’ lo zero assoluto, che corrisponde a circa -273 gradi centigradi! L’esistenza dello zero assoluto è conseguenza del secondo principio della termodinamica: l’entropia di un sistema chiuso non può mai diminuire. Allo zero assoluto ci sarebbe lo stato di disordine minimo. Vi risparmio dettagli, perché voglio arrivare presto al punto, ma questa temperatura non è raggiungibile, è solo un limite asintotico. E’ una soglia invalicabile. E’ un muro insuperabile. Il Napoli lo ha raggiunto, non tanto in campo contro il Salisburgo, ma fuori.

copertina_Nap-SaliLa partita. Dopotutto, la partita del Napoli è buona. Ma gli azzurri sono affetti dalla solita stitichezza realizzativa, accompagnata dalla solita abilità nel centrare legni (ben 2). Dopo 10 minuti è il Salisburgo a passare con un rigore di Haaland, il guaio lo compie Koulibaly, maldestro, fuori di testa, si riprenderà nella seconda frazione. Il Napoli è continuo nell’attacco, ma i tiri (da parte di Insigne e Zielinski) vengono calamitati dagli spalti. Il Napoli è propositivo, a modo suo, arriva spesso ad impensierire il portiere avversario, Callejon è anche sfortunato, e becca l’ennesimo palo azzurro. La partita potrebbe nascondere note positive, si vede anche Lozano, finalmente dimostra di che pasta è fatto, è autore di un gran gol. Nel secondo tempo la partita si assopisce, gli austriaci non si propongono quasi mai, mentre il Napoli lo fa meglio, anche se senza successo. Nemmeno l’ingresso di Milik e Llorente porta i frutti sperati. E’ solo un punto, che lascia l’amaro in bocca, per un atteggiamento di (troppo) scarsa convinzione nella ripresa. Il Napoli avrebbe dovuto osare di più contro un avversario dimostratosi perforabile.

Conclusioni. Ma è quanto accade nelle ore successive che lascia tutti sbigottiti e forse ci spiega quanto di brutto abbiamo visto in campo nelle scorse settimane. Ancelotti non va in conferenza stampa, gli azzurri abbandonano lo stadio e tornano alle proprie case, senza rispettare il ritiro imposto dalla società. Cavalcano notizie, opinioni, rumors. Si parla di ammutinamento. Critiche al presidente. Critiche ai giocatori. Critiche all’allenatore. Schieramenti. La solita storia trita e ritrita. Ma qualcosa di grosso sta accadendo nel silenzio della società. Solo il giorno successivo arriva il comunicato. La società, rivolgendosi ai giocatori, “procederà a tutelare i propri diritti economici, patrimoniali, di immagine e disciplinari in ogni competente sede”, lasciando ad Ancelotti la gestione del ritiro. E’ silenzio stampa. Chiara la prima parte, i giocatori (tutti?) sono sotto lente di ingrandimento. La seconda può lasciare ad interpretazioni. La società se ne lava le mani? Dà fiducia al suo mister? I giocatori si ribellano ad una decisione presa dal datore di lavoro, Ancelotti si adegua, ma dopo il marasma non parla. Rumors, attacchi, malumori e dispiacere. E’ un caos, è lo zero assoluto, è forse il punto del non ritorno, o forse il punto più infimo dal quale ripartire.

La mia sul Napoli