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Preambolo. In Fisica un corpo è in equilibrio se la risultante delle forze agenti su di esso è nulla. Un corpo si troverà in uno stato di equilibrio stabile se spostandolo dalla sua posizione di equilibrio vi ritorna in maniera naturale. Invece è instabile quando tenderà ad allontanarsi indefinitivamente dalla sua posizione iniziale di equilibrio. Pensate ad una palla che si trovi in una buca, se si esercita una forza per farla risalire verso la vetta, allora essa, per effetto della forza di gravità, tenderà a riscendere, ritornando dopo un certo tempo al centro della buca. Invece, se la palla si trova nel punto più alto della montagna, e quindi sulla vetta, se spostata di un po’ in una direzione, essa comincerà a rotolare indefinitivamente. Il Napoli è in uno di questi stati di equilibrio instabile, ci sta per poco, ma può abbandonarlo indefinitivamente senza ritornarci.

copertina_Roma-NapoliLa partita. Bisognava dare la scossa, dopo la botta emotiva contro l’Atalanta, anche a causa del terrapiattista Giacomelli, e invece il Napoli è la solita squadra instabile che abbiamo imparato a conoscere. Subisce e va sotto dopo un bel gol di Zaniolo, dopo essersi fatta fregare, ancora una volta, dall’uomo da dietro, arrivato indisturbato. Lo ripeto ancora, mi ricorda alcuni gol presi con Benitez, lo stesso con la Spal. La prima parte del primo tempo è solo giallorossa, Callejon la fa grossa, senza equilibrio, è rigore, e Meret salva stendendosi sulla sua destra. Poi si sveglia il Napoli, trova il suo equilibrio, si invertono i ruoli e arrivano occasioni su occasioni, anche una traversa ed un palo nella stessa azione, ci si mette anche un po’ di sfortuna, c’è speranza per il secondo tempo. E invece no, è ancora Roma, ci mette la mano anche Mario Rui, è il secondo rigore, Veretout ha più equilibrio di Kolarov, e segna, Meret ci arriva vicino. Ma il Napoli riesce anche ad accorciare su contropiede, con una grande fuga del nuovo entrato Lozano (l’arma della disperazione), e l’ennesimo gol del solito Milik. Ma poi nulla più (o quasi), il Napoli non ha nervo, va su e giù e finisce con una grande delusione.

Conclusioni. Il Napoli avrebbe dovuto spaccare il mondo e invece trova se stesso e il suo equilibrio solo nella seconda parte del primo tempo, poi quasi nulla più. Vediamo una sola palla in campo, non certo quelle che ci aspettiamo da giocatori che possono e devono fare molto di più. Sembra che non abbiano mordente, sembrano non credere in quello che fanno, sono spesso sfilacciati sul campo e nella mente. Il momento è il più nero della gestione Ancelotti, e la palla che dovrebbe stare sulla vetta della montagna oramai è in caduta libera. Non vede più il suo punto di equilibrio, è un lontano ricordo e va via indefinitivamente verso l’ignoto. In Fisica il minimo dell’energia potenziale è quello che corrisponde ad un punto di equilibrio stabile. Minimizziamo la nostra energia potenziale. Riacquisiamo il nostro equilibrio stabile, e poi riprendiamo a correre a velocità costante, senza forze fittizie, senza attrito, ritornando ad essere conservativi. Iniziamo dal Salisburgo, ma soprattutto col Genoa.

La mia sul Napoli