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Preambolo. Esistono delle verità che non devono, ma soprattutto, non possono essere messe in dubbio, a meno che non venga applicato il metodo scientifico. E quindi ritorniamo al concetto della ricerca della verità, la ricerca dello scienziato, che effettua, senza preconcetti, per validare o confutare una tesi. Nella scienza non conta il “secondo me”, conta dal momento in cui quel “secondo me” è validato da prove inconfutabili, che mettano in crisi lo status quo. Infatti, la scienza evolve per step successivi, sbagliando e correggendo idee precedenti, fino ad arrivare ad una descrizione della verità. E invece c’è chi crede che la Terra sia piatta, chi dice che siamo dominati dagli illuminati o dai rettiliani, chi dice che con un po’ di acqua e zucchero può curare i mali (gli omeopati), chi ancora ha montato un caso sui vaccini basandosi su una frode, chi vede fantasmi al minimo brusio in una casa abbandonata e chi individua in uno sbuffo di un’immagine astronomica un alieno che ci saluta, e chi ancora diffonde idioti complottismi. Ah, poi ci sono i leghisti. Tutto ciò non c’entra nulla con la scienza e con la verità, è solo fuffa. Non scienza, proprio come è stata, contro ogni buon senso e raziocinio, la scelta di Giacomelli sul fallo subito da Llorente in Napoli – Atalanta. Giacomelli è un terrapiattista.

Copertina_Napoli-AtalantaLa Partita. Contro una delle squadra più in palla, che non ti fa giocare e ti fa anche girare il pallone sotto il naso, il Napoli gioca forse la sua miglior partita in campionato. Parte a mille, l’Atalanta non ci capisce nulla, quante occasioni, anche sprecate, Fabian è una luce in mezzo al campo, e che Insigne, e Milik poi (2 legni in totale per lui). Il Napoli cerca di superare la linea alta avversaria con lanci immediati, gli inserimenti sono interessantissimi, e che gesti tecnici. Il gol del vantaggio è di Maksimovic, dopo una bella azione di Insigne e Callejon. Ma poi il calo, entra in campo l’Atalanta, si invertono i ruoli, è il Napoli che deve inseguire, poi arriva il pareggio di Freuler, con Meret che se la fa passare in mezzo alle gambe. Ma il Napoli è in giornata e punisce l’Atalanta superando la sua difesa alta e raddoppiando con Milik. Gli azzurri resistono, meritando il vantaggio, lottano, se la giocano, si avvicinano i 3 punti. Ma al minuto 85 succede qualcosa di non scientifico, Llorente viene chiaramente steso da Kjaer, che a palla lontana corre vero l’attaccante azzurro, disinteressandosi del pallone, e cercando un placcaggio da rugby. Ma nulla, nessun fischio. E sul contropiede conseguente, l’Atalanta agguanta l’ormai insperato pareggio con Ilicic. Non manca il parapiglia, espulsioni sulla panchina del Napoli, lo stesso Ancelotti viene cacciato. Gli azzurri sono increduli, un rigore ovvio non dato e vittoria persa per un soffio. La partita è finita, e Giacomelli è un terrapiattista.

Conclusioni. Dopo quanto successo tutto passa in secondo piano. Passa in secondo piano la prestazione azzurra fatta di carattere e qualità. Certo, l’ho già detto, vorremmo non soffrire mai, ma questo Napoli soffre ed è anche capace di tali buone prestazioni. Passa in secondo piano la prestazione di Insigne, quella di Milik e Fabian. Passa in secondo piano l’infortunio di Allan. E invece dobbiamo parlare di antiscienza, del terrapiattista Giacomelli, e del terracavista Banti. Il fallo da rigore è ovvio, la dinamica del movimento e del fallo è palese. Anche se qualcuno ha voluto congelare con un frame una falsa verità scientifica. Giacomelli ha ammazzato la passione, la ragione e il bello del calcio, ha vanificato la ricerca della verità, la ricerca scientifica. Giacomelli è un terrapiattista, è contro la scienza. La Terra non è piatta, il morbillo fa più male dei vaccini, con l’omeopatia ti sciacqui la bocca, per favore lasciate in pace i Gemelli, che non vi hanno fatto nulla, e Giacomelli è un terrapiattista.

La mia sul Napoli