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Preambolo. Le ultime partite mi avevano portato a paragonare il Napoli alle forze conservative. In Lecce – Napoli (Lezione 5), forze conservative avevo paragonato il concetto delle forze conservative alla maturità del Napoli, che vince senza interessarsi del percorso, delle circostanze, degli avversari, ma entra in campo e la vince. Proprio dopo un impegno così forzato come quello di Champions, Lecce aveva rappresentato la prova della maturità. Ma nel mondo reale fisico, le forze conservative come la forza di gravità, sono solo delle idealizzazioni. Forze non conservative, come l’attrito, disperdono energia, e vanificano il principio di conservazione. Il Napoli si è riscoperto più terreno di quanto prestazioni conservative ci avevano fatto pensare.

copertina_Napoli-CagliariLa partita. Ancora turnover. L’approccio alla partita non convince, il possesso palla è estremo, ma sterile, il Napoli è lento e non sembra provarci mai. L’unica volta che forza veramente con un guizzo di Mertens, arriva vicino al gol con Insigne, infilatosi tra le mura nemiche. Nel secondo tempo è tutt’altra cosa, il Napoli spinge dovunque, i terzini sono alti, entra subito Koulibaly per gestire meglio la palla da dietro, verranno buttati nella mischia anche Llorente e Milik, per guadagnarsi il giusto peso in mezzo all’area. Arriva un palo di Mertens, e una serie di palle da calcio da fermo e non, palle alte in cerca del giusto intervento in area. E’ un dominio territoriale. Ma c’è l’attrito, il Napoli se le sogna le forze conservative. E sull’unica azione degna di nota, il Cagliari conquista il gol vittoria con Castro, lasciato solo a colpire in mezzo all’area. Il finale è ancora più beffardo, perché Koulibaly si fa espellere. Il Napoli fa un passo indietro.

Conclusioni. Avevo esaltato un Napoli che supera i proprio limiti, diventando ideale, come una forza conservativa, disinteressandosi delle circostanze, vincendo perché è più forte. E non voglio ovviamente sminuire le sue prestazioni precedenti, ma la partita con il Cagliari ha evidenziato ancora una volta che i piedi vanno tenuti per terra, e che c’è ancora da fare. Il Napoli ha dominato una partita che non ha vinto per mancanza di convinzione, per aver regalato un tempo, ed averne giocato uno soltanto. Non è bastato, non è bastato il dominio inutile del secondo tempo, non è bastato lasciare una sola occasione agli avversari, l’unica decisiva. Il Napoli si accorge che esistono anche forze non conservative, che si oppongono al moto, come l’attrito, che nel mondo reale ti disperde le energie. E il Napoli non può permettersi di disperderne tante, perché quelle davanti già stanno scappando.

La mia sul Napoli