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Preambolo. Pensavo a Lecce – Napoli, e mi sono venute in mente le forze conservative. Parliamo di Fisica, di Meccanica, di lavoro e forze. In Fisica, se applichi una forza ad un masso e questo si muove stai facendo lavoro. Se una palla è lasciata cadere, è la forza di gravità che fa lavoro, dato che alla forza è associato uno spostamento con verso concorde alla forza stessa (in giù). La forza di gravità, quella elastica di una molla, quella elettrica sono tutti esempi di forze conservative. Una forza si dice conservativa se il lavoro che compie non dipende dalla traiettoria che percorre il corpo al quale è applicata, ma solo dal punto di partenza e quello di arrivo. In questi casi vale il principio di conservazione dell’energia meccanica. Nel caso della palla lasciata cadere, l’energia meccanica è definita come la somma di quella cinetica (legata al moto della palla) e quella potenziale (legata alla sua posizione). Se le forze sono conservative, allora l’energia meccanica resta costante, dall’inizio alla fine del processo. La conservazione dell’energia non è più valida nel caso di forze non conservative, che emergono nel mondo quotidiano, come l’attrito o la viscosità di un fluido. Il Napoli è stato conservativo, ha dimostrato di poter vincere senza interessarsi del percorso, del turnover, delle circostanze, ha vinto e basta.

copertina_Lecce-NapoliLa partita. La partita con il Lecce potrebbe essere un tranello, perché arriva dopo una grande impresa, dopo la competizione europea, perché giocata con un folto turnover, perché affrontata con un attacco pesante da scoprire. Il Napoli è schierato come sempre, i movimenti sono quelli tipici, Insigne che si accentra per venire a prendere palla e lasciare la fascia a Ghoulam, o che si affianca ai due attaccanti. Il resto del centrocampo è composto da Zielinski, Elmas e Fabian. Ci si aspetta che il Napoli debba sfruttare il peso di quei due in avanti (Llorente e Milik), stretti a fare densità, spingendo con entrambi i terzini (Ghoulam e Malcuit). In realtà ci proverà poco sulle fasce, sbloccando per via centrale. E’ una passeggiata, nonostante gli avversari e lo stadio siano più speranzosi di quanto la partita dimostri. Gli avversari proveranno a pungere ripartendo. Il Napoli sblocca con Llorente, che mette dentro una palla sporca creata da Milik. Si riapplica la nuova regola che ci aveva condannati contro la Fiorentina, un tocco di mano dà ad Insigne la possibilità del gol, deve tirare due volte per buttarla dentro, Gabriel non muoverti, altrimenti l’arbitro lo fa ripetere ancora. Il terzo gol è una perla dalla distanza di Fabian. Una pazzia di Ospina, e il conseguente gol della bandiera, sembrano riaccendere le speranze dei telecronisti e del Lecce, la cosa non mi scuote più di tanto e sembra che anche il Napoli non traballi molto. Gli azzurri ammazzeranno le speranze con il secondo appunto di Llorente, che dorme col pallone.

Conclusioni. Il Napoli non fa la sua miglior partita, è anche impreciso, ma sfrutta le occasioni. E quando deve traballare lo fa per poco e riprende le redini della partita, ammazzando ogni pretesa di speranza. Lo fa sperimentando, cambiando mezza squadra, dopo un impegno dispendioso come quello Champions. Gioca e lo fa anche con un calcio meno pulito, sfruttando occasioni sporche, sperimenta un duo offensivo pesante, sperimenta difesa e centrocampo, ma alla fine la porta a casa. E’ un Napoli che come una forza conservativa si interessa solo dell’inizio e della fine, cambia tutto quello che c’è di mezzo, ma la vittoria arriva lo stesso. Il Napoli è maturo, ma dovrà continuare con questo passo, forzando i prossimi scogli, facendo il giusto lavoro, sperando che l’attrito sia il minimo possibile, per poter conservare le energie, per poter restare perfetto, come una forza conservativa.

La mia sul Napoli