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Spa-Nap-25Spal e Napoli non hanno più nulla da chiedere a questo campionato, i primi sono salvi e i secondi sono secondi. Eppure la partita la giocano, per la soddisfazione di vincerla, o semplicemente per continuare a provare se stessi. Il Napoli non è bello, e non è una novità, ma produce, produce possesso palla, ma il solito inutile possesso palla, che non porta a nulla, c’è la solita imprecisione, e il primo tempo finisce a reti inviolate. Il primo tempo è moscio, si può fare di più. E’ un canovaccio vecchio, non si vede il peggior primo tempo del Napoli, ma la scarsa vena realizzativa sì. Ma il Napoli è superiore e il gol che sblocca la partita non tarda ad arrivare. Insigne entra nel corpo di Allan, che trova, dall’interno dell’area, l’angolino alto. Ma è un canovaccio vecchio, e il Napoli si addormenta, concede troppo soprattutto nell’ultimo quarto d’ora, la Spal non demorde e si fa avanti. Luperto è maldestro e stende Floccari, sul dischetto va Petagna e la butta dentro. Meret indovina l’angolo, ma la devia soltanto. La partita sembra finita, ma viene riaccesa da chi ti aspetti e chi non ti aspetti. Ti aspetti Meret, il portiere, un portiere vero, che non si tira indietro e mantiene la porta inviolata, poi chi non ti aspetti, sbeffeggiato, insultato, ritenuto il colpevole di tutti i mali azzurri. Chiama la triangolazione a Callejon, sulla sinistra, riprende la palla e scassa la porta con un missile terra-aria. Il Napoli vince, e per questa volta dobbiamo dire, grazie a Mario Rui. Spal – Napoli, una partita con un canovaccio vecchio con un attore nuovo, grazie Mario Rui.

La mia sul Napoli