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Ars-Nap-100Come vedersi attraverso uno specchio rotto, è consuetudine recente, il Napoli è sbadato, inefficiente, non si riconosce più. La preoccupazione aveva preso il posto della sicurezza nelle ultime settimane, con la flebile speranza che le energie sarebbero state catalizzate nel giorno in cui si decideva il destino. In o out, in paradiso all’inferno, ma il Napoli decide di morire, di arrendersi prima di iniziare. La partita con l’Arsenal inizia sostanzialmente come tutte le partite recenti. Il Napoli non ci capisce nulla. I primi minuti sono da incubo, la pressione avversaria, dal primo secondo di possesso azzurro, è asfissiante. Gli azzurri non sanno cosa fare, il centrocampo azzurro è martorizzato, giocherà metà tempo guardando indietro. I nostri punti deboli sono noti, sono i due terzini, ma questo Napoli è rotto ovunque sul campo. Anche la perla Fabian è una pietra di bigiotteria, davanti sono inutili, non riconosco nemmeno il costante Callejon. Due errori e due gol. Gli azzurri sono molli, sbagliano troppo, tengono anche troppo palla, due palle perse, una da Rui e l’altra da Fabian, condannano gli azzurri. Il primo pugno in faccia è di Ramsey, il secondo arriva grazie ad una deviazione di Koulibaly. Lo specchio inizia a frantumarsi sempre di più. Sembra un disastro, il Napoli potrebbe andare alla deriva. Ma il risultato resta invariato e quando il Napoli ha l’occasione, alla fine del tempo, di rinfoltire le speranze, Insigne scaglia la palla oltre la traversa. Non può andare peggio, e per fortuna non andrà peggio, perché il Napoli rientrerà in campo con una veste diversa, giocherà un secondo tempo alla pari. Meret dimostra ancora una volta di essere un gran portiere, grida vendetta un contropiede azzurro, Zielinski arriva sulla palla, ma è alta. Il Napoli si salva in un paio di altre occasioni, per l’imprecisione avversaria. Il secondo tempo è degno del solito Napoli, ma è troppo tardi.

Come vedersi attraverso uno specchio rotto. Il Napoli è chiaramente rotto nella testa. I Capitoli precedenti di questa storia (i miei capitoli sulle partite precedenti) ci raccontano della necessità di una psicanalisi, che Ancelotti deve fare, avrebbe dovuto già fare e dovrà fare. E il secondo tempo fa ancora più rabbia, perché il Napoli dimostra che avrebbe potuto giocarsela dal primo minuto. Le nostre speranze sono state vanificate, il Napoli delle ultime settimane è il Napoli di questo momento storico. E non c’entra il mercato che ha tolto parte della panchina ad Ancelotti, cosa avrebbe potuto fare Rog? Su Hamsik non vedo responsabilità societaria, il giocatore ha fatto una sua scelta. Cosa sarebbe cambiato? Questa squadra e questi giocatori avrebbero potuto onorare meglio questa parte finale della stagione. Questo Napoli si guarda attraverso uno specchio rotto. La squadra è rotta, non si riconosce, ma si può intravedere ancora qualche cosa. Se la guardi dal punto giusto ha senso, tra le crepe, ti dà un’immagine nitida. Ed è proprio il Napoli che scende in campo nel secondo tempo. Lo specchio è rotto, ma tra le crepe c’è un Napoli che ancora può specchiarsi e vedersi bello. O c’è, quantomeno, un Napoli che può giocare come ricorda di poter fare, come ha fatto nel secondo tempo con l’Arsenal.

Le speranze sono quasi nulle, non credo ad una qualificazione, ma io credo in questa squadra, credo in Ancelotti, è il momento di iniziare ad incollare i pezzi, e pensare a come ricostruire tutto lo specchio, per rivedersi più belli di prima.

La mia sul Napoli