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Nap-Gen-118La musica non cambia, e nemmeno lo spartito. Il Napoli ha spento la luce in campionato. Ha buttato i remi in mare, e la barca va alla deriva. Con il Genoa arriva l’ennesima conferma di un virus difficile da estirpare, il Napoli è un malato da psicanalizzare, è un pinocchio che non vuole diventare un bambino. I primi minuti della partita sembrano promettere bene, poi nulla più, o quasi, e la situazione non migliora nemmeno dopo il rosso a Sturaro. La psicosi azzurra è ancora più preoccupante se si pensa alle difficoltà che incontra proprio con l’uomo in più. Solo la classe può far tornare la musica più bella, e ci pensa Mertens con un tiro da fuori, piazzato ad arte nell’angolino. Ma non basta, il debole Napoli si fa recuperare durante i minuti di recupero. Nel secondo tempo il risultato non si sposterà dal misero pareggio, nonostante qualche buona azione azzurra, merito dei miracoli del portiere avversario Radu, che risponde ad alcuni interventi del suo collega che difende la porta del Napoli, Karnezis, uno dei nostri migliori in campo.

Il Napoli è quello che ha giocato con l’Empoli, con l’Udinese e col Sassuolo, per citarne alcuni, è ormai il Napoli che ci siamo abituati a vedere: sbadato, svogliato e con la testa tra le nuvole. Ho difficoltà nell’individuare il momento in cui è iniziata questa brutta musica! Ho scorso i capitoli precedenti di questa avventura, ho trovato poche partite da salvare fino al doppio incontro con il Milan (Capitolo 28 e 29), più di dieci partite che ci hanno regalato una qualificazione importante, ma che sono costate punti e dolori in campionato. Non basta il dispiacere dei giocatori, non bastano le parole timorose di Ancelotti, servono i fatti. Questo comportamento non è accettabile. Ora serve non distruggere quanto fatto di buono in questa stagione, serve lasciare un ricordo positivo anche in campionato, anche se l’unico magro obiettivo è restare al secondo posto. Il Napoli di Ancelotti ha fatto grandi cose, ma questa condotta recente rischia di renderle vane. Sveglia! Gli azzurri hanno spento la luce, certo, ma ora dovranno preparare gli strumenti migliori e suonare la miglior musica, con il miglior spartito, proprio tra pochi giorni. Arriva una partita che, insieme a quella di ritorno (parlo del doppio incontro con l’Arsenal), ahimè, deciderà il giudizio su questo campionato. Un doppio incontro per decidere se volare verso il paradiso o sprofondare nell’inferno, perché questo scorcio di campionato non ha lasciato altro, la speranza di ritrovare il miglior Napoli, che suoni la sua miglior musica, senza stonare, con la giusta dinamica, con le giuste note e i suoni accordati. Cancelliamo quella musica che non cambia, strappiamo quello spartito scritto male, scriviamo una nuova sinfonia, è il momento, è quello giusto, in o out, sfortunatamente, un solo bivio, in o out.

La mia sul Napoli