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Roma – Napoli suona come un impegno importante, almeno per i nomi delle squadre che si affrontano, ma sarà tutt’altro. Pronti, via e il Napoli segna con due tocchi preziosi di Verdi e Milik, il primo scava il pallone, il secondo lo arpiona elegantemente, che gol. La superiorità in campo è evidente, nonostante il Napoli non sembra sforzarsi più di tanto, gli azzurri sono tranquilli, troppo tranquilli. Troppo tranquilli, al punto da sprecare e consentire ai vaganti in tenuta giallorossa di rialzarsi (come quelli di The Walking Dead). Il Napoli a volte sembra il Cristo con Lazzaro: “alzati e cammina”. Nel finale di tempo, su un’azione gestibilissima, il Napoli si fa agguantare. Prima Mario Rui e poi Meret fanno il fattaccio. Ma è colpevole l’intera difesa azzurra, troppo molle su un cross troppo prevedibile, che si poteva gestire molto meglio. Troppo lenta, tagliata agevolmente da Schick, che costringe Meret a stenderlo. E’ rigore, lo segna Perotti.

Rom-Nap-88Il canovaccio del primo tempo era stato chiaro. Gli azzurri erano tranquilli, certo, ma forse troppo tranquilli, al punto da non sfruttare le occasioni per poter chiudere una partita che, nei fatti, si riapre nel finale di tempo, anche se solo per pochi minuti. La partita si riapre per pochi minuti, quelli che i giocatori della Roma trascorrono negli spogliatoi. Perché al rientro il Napoli mette subito in chiaro le cose, questa volta gli azzurri sono tranquilli, ma non troppo. Senza neanche svenarsi arrivano a farne altri tre. Inizia Callejon, che raccoglie un rimpallo, crossando a volo e teso in mezzo all’area, Olsen non la vede e Mertens deve solo piazzarla solo soletto. Il belga raggiunge Cavani alla “modica cifra” di 78 reti in campionato. Poi tocca a Verdi fare il suo lavoro, arriva il suo gol, che insieme all’assist, e una prestazione sicura, danno speranza per il suo proseguo. Il poker viene calato da Younes. Il tedesco iniziò la sua avventura a Napoli nel peggiore dei modi, l’infortunio non lo ha poi aiutato per farsi perdonare sul campo. Ora viene inserito con parsimonia dal mister che ne testa il piede. Ha una buona qualità, pian piano stanno emergendo le sue chiare capacità sullo stretto e non solo. Assieme a Verdi, potrebbe essere una pedina importante per il finale di stagione, almeno per dare fiato a qualche compagno. Il suo è un gol che profuma di calcetto, tiro ravvicinato, rimpallo, e tiro definitivo mirato e potente.

Come al solito gli azzurri ci devono lasciare con un fastidio, con un senso di imperfezione, seppur minima. Hanno dei limiti che dimostrano di poter superare, quasi sempre, proprio in corso di partita, grazie alle enormi capacità tecniche e le conoscenze tattiche acquisite. L’estrema tranquillità dimostrata testimonia quanta consapevolezza abbiano questi giocatori, troppa tranquillità può invece essere un male.

La mia sul Napoli