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Il Napoli è come un fratello, un padre, un figlio, un amico, si è instaurata una tale empatia che riconosci i malumori, i problemi, le difficoltà, ma anche le gioie, la felicità, da un singolo sguardo. Per un tifoso che vede la partita con il cuore, ma anche sforzandosi di far funzionare le meningi, l’empatia col Napoli è romantica e razionale. Col Parma questa empatia ti fa annusare dall’inizio quello che sarà l’esito della gara. Il buon giorno si vede dal mattino.

Par-Nap-79bIl Napoli che entra in campo al Tardini di Parma non sarà quello soporifero di Coppa (Capitolo 32 e Capitolo 34), e nemmeno quel Pinocchio incorreggibile e deficitario che ha affrontato il Torino (Capitolo 33). Ti aspetti un Napoli diverso, perché lo vedi deciso, arrembante, sicuro di quello che può fare. Non è il Napoli senza motivazioni che vince contro lo Zurigo, che in fondo vince perché è pur sempre un gigante, un Golia, se paragonato all’avversario. Pensi che sarà una partita diversa, e che solo la scarsa precisione degli ultimi tempi potrebbe fermare questo Napoli. Ma questa volta nemmeno lo scarso feeling col gol di Mertens può fare qualcosa. Il Napoli trova un Zielinksi Master Class, che personalità, che qualità, fosse sempre così, avremmo un fuoriclasse. Il Napoli ne mette dentro due nel primo e due nel secondo. Si rivede Mertens fare una serpentina, si vede Hysaj fare un assist, può essere un giorno speciale. Il Parma si chiude, non pressa mai, fa densità in area e il Napoli cerca di trovare gli spazi dove può, ai fianchi della difesa arroccata, sfruttando i mezzi spazi. Il primo gol nasce dalla sinistra, Hysaj si inventa assistman delicato, Zielinski si inserisce nel mezzo spazio, il tiro è fiacco, ma inaspettato e preciso, Sepe è fermo. Poi il gol di Milik, su assist di Ancelotti, l’ho voluto vedere così. Il polacco è al limite, sta per battere una punizione, gli arrivano messaggeri dalla panchina, gli avranno detto qualcosa, tirala così, e lui la tira bassa, gli avversari saltano, Sepe è immobile per la seconda volta. E’ una punizione strategica, grazie Milik, grazie Ancelotti. La partita non si fa mancare un intervento decisivo del VAR, che ritratta un rigore dato al Parma, e un elastico Meret, che salva sotto la traversa. Il Napoli arriva al terzo con un contropiede finalizzato da Milik, doppietta per lui, che piede ragazzi. Cala il poker Ounas, dopo un’interessante azione al limite dell’area avversaria, con scambi stretti, e movimenti atti a creare spazi.

Arriva una buona ventata di soddisfazione, il Napoli dimostra di poterci mettere convinzione, anche quando l’avversario non è all’altezza sulla carta. Dimostra da subito di volerla vincere, dimostra che di Davide ce ne è solo uno, Golia è spesso il più forte. E serve una balena che si mangi il Pinocchio che abbiamo dentro, per poi sputare un uomo diligente e conscio di sé. Il Napoli di Parma ha tratto le giuste linee guida dagli errori recenti. E ora deve riacquistare continuità, e la capacità di affrontare questo finale di stagione col giusto piglio, anche quando l’avversario non sarà sempre stimolante, per partire col buon giorno e finire con una serena buona notte.

La mia sul Napoli


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