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Nap-Samp-46Un titolo da numerologia, un voto da primato e un numero sfortunato per qualcuno e fortunato per altri. Dopo le batoste milanesi, tocca all’impegnativa Sampdoria del prolifico Quagliarella e dell’arguto Giampaolo. Avevo titolato il pareggio di campionato con il Milan con un “sperando che non sia un pareggio casuale” (Capitolo 28), speranza frantumata dalla disastrosa gara di Coppa (Capitolo 29). Il Napoli afferma con certezza che quella parentesi milanese è stata solo casuale, il Napoli ritorna il Napoli che conosciamo, zittisce le critiche inutili dei giorni precedenti. Si riprende quello che aveva perso: la sicurezza nelle proprie idee, la velocità, la precisione, la caparbietà e tutta la propria qualità. Mi colpisce l’attenzione degli azzurri, che si propongono sempre negli spazi, per facilitare l’uscita della palla dalla difesa. Il Napoli macina gioco, da quella fascia sinistra dove c’è la qualità, e nel giro di un minuto segna con Milik e Insigne. Si gioca a sinistra, ma i gol arrivano da destra. Hamsik apre magicamente sulla destra, sarà un’apertura che forse ricorderemo per sempre, Callejon becca in mezzo all’area Milik, segnare è un gioco da ragazzi per il polacco. E poi, ancora Callejon in verticale per Insigne, che si gira e insacca come il miglior attaccante da area di rigore. E’ il raddoppio della sicurezza. E’ il Napoli della sicurezza: vedo un dribbling con la suola di Maksimovic, un tiro al fulmicotone di Mario Rui, una discesa col Super Attak ai piedi di Zielinski, che Napoli, rinato nella testa. Gli azzurri gestiscono facilmente il secondo tempo, senza grossi patemi. Chiude i giochi Verdi, su rigore. Milik, che gli aveva lasciato tirare il rigore, lo va subito ad abbracciare, è un Napoli sicuro, è un Napoli tranquillo anche nella gestione dei rapporti.

Da 30 e lode, è uno dei migliori Napoli in stagione. Ma si scopre che quell’apertura magica del primo tempo o l’uscita dal campo sotto gli applausi dei tifosi potrebbero essere ultimi momenti, delle ultime volte. Sì, le ultime volte di Hamsik. E sembra quasi un 30 (-17) e lode. E’ un voto massimo menomato dalla notizia che preannuncia una possibile partenza dello slovacco per la Cina. Non mancano, ovviamente, le imperterrite polemiche del web, le critiche alla società, ma soprattutto la tristezza per la partenza di un simbolo, un giocatore che ha reso il 17 un numero fortunato. Il 17 di Marek. Marek, un 30 e lode, che forse presto viaggerà per altri mari, ma che resterà impresso nei cuori dei tifosi azzurri, e riflesso per sempre nell’azzurro del mare di Napoli.

La mia sul Napoli