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mila-napo-86Dopo due ottime partite, un velo grigio si frappone tra il Napoli ed una buona prestazione. Il campo di gioco, San Siro, è evocativo di scontri storici, ma il Napoli gioca una partita banale. Nel primo tempo, nonostante un paio di pericoli verso la porta di Donnarumma, gli azzurri sbagliano nei tempi e negli spazi. C’è qualche cosa che non mi torna nel modo di giocare del Napoli, ma proprio non capisco cosa sia, sarà stato il locale affollato dove mi trovavo, vedo la partita in simbiosi con il Napoli, sono confuso, il Napoli è confuso. Ma è stata una partita dura, il Milan non è gran cosa, ma sembra avere qualche cosa in più, trova gli spazi giusti per avanzare verso la difesa azzurra, prova a scavalcarla con sovrapposizioni ed uno-due. E il secondo tempo non regala novità felici. Il Milan è pericoloso, il Napoli non fa quello che sa fare. Il Milan può sfondare sulle fasce, Malcuit deve deviare un pallone mentre il resto della sua difesa è immobile. Arriva anche una palla giocabile per Milik, la scaglia verso la porta come un bolide, sfortunatamente è centrale e totalmente innocua per le manone di Donnadumma. Prima Koulibaly e poi Ospina devono salvare il risultato. Il Napoli non è mai veramente pericoloso, si affida a tiri da fuori, sempre troppo perfetti per impensierire un portiere saldo sui suoi piedi. Nel finale gli azzurri sono in ripresa, provano a schiacciare il Milan nella sua area, ma non funziona. L’occasione d’oro arriva, è una ripartenza, gli azzurri sono in superiorità, ma fanno la scelta sbagliata, mentre Verdi è solo sul fronte sinistro. La partita finisce quando Doveri alza il secondo giallo per Fabian, per un fallo di mano. La decisione sembra veramente fuori luogo, Ancelotti, arrabbiato, si fa scappare un epiteto al membro maschile e viene allontanato da Doveri. La partita finisce così.

Il Napoli posterà su Twitter una foto del quadricipite arrossato di Fabian e l’ironico commento: “Questo è il fallo di mano di Ruiz che ha causato il secondo giallo”. Buona la partita arbitrata da Doveri fino all’inconcepibilità del secondo giallo a Fabian, un piccolo neo su un fallo, probabilmente da rigore, su Insigne, ben più decisivo dell’espulsione nel finale. Giusto non far intervenire il VAR sul giallo su Fabian (il protocollo non lo prevede), ma forse un’occhiatina al fallo su Insigne l’avrei data. Il Napoli è lontano da quello delle ultime due uscite, poche cose positive, il solito Koulibaly, Ospina che para anche senza una gamba, davanti non producono molto, a centrocampo meno pimpanti del solito. Le sviste sono casuali. Dopo le ironie azzurre mi faccio una risata, giusto trattare la cattiva gestione dell’arbitro in questa maniera. Ma vi lascio con una speranza. Forse sarebbe giusto sperare che questo pareggio non sia casuale, ma soltanto un amaro, ma reale, passo verso la rivincita di Coppa Italia. E’ difficile accettare questi atteggiamenti, ma se fosse così, si potrebbe capire una gara parziale come quella giocata sabato. Potrebbe essere stato un primo tempo di una partita che si gioca in 2 giorni diversi. Come vi avevo già scritto nel Capitolo 26, io penso alla Coppa Italia e la mia non è una follia, ma solo desiderio di normalità. E forse il desiderio di normalità, la normalità di una Coppa minore, potrebbe essere lo stesso che hanno (nel profondo dell’inconscio) Ancelotti e i suoi uomini. Forse il mio collegamento è una fantasia, ma la Coppa Italia resta un obiettivo, forse anche a costo di qualche punto in campionato.

La mia sul Napoli