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Nap-Spal-42Mentre la Juve procede come una castigatrice di anime, dimostrando che nessuno è al suo livello, il Napoli gioca il suo campionato. Prosegue lungo la sua strada, fatta di amarezze e consapevolezze (Capitolo 21), poche le prime, e molte le seconde, per fortuna dei tifosi. Il Napoli di Ancelotti non è la macchina perfetta di Sarri, non è idea illuminista, ma un cuore pulsante, consapevole, ma non sempre perfetto. Ancora con la SPAL, come era stato a Cagliari (Capitolo 22), il Napoli, con un turnover molto limitato, stenta, Insigne e Hamsik non attraversano il loro periodo migliore. La SPAL sembra una montagna invalicabile, ben messa in campo, organizzata e con la voglia di proporsi, ma il divario in campo è verità. Il gol non arriva, tanti tentativi da fuori, tanti tiri scagliati chissà dove. Serve una spinta, serve l’aiuto estemporaneo. Il primo tempo, ringraziando Dio, si chiude con il vantaggio, con un gol insperato, nonostante il possesso palla incessante. Calcio d’angolo di Mertens, calcio teso e curvo, svetta Albiol, che regala un sorriso agli azzurri. Arriva la spinta dall’arma in più del Napoli della scorsa stagione, una caratteristica che il Napoli di Ancelotti sta ritornando ad apprezzare. Nel secondo tempo è ancora Napoli, vicino al gol con una bella combinazione tra Insigne e Mertens, il risultato è un misero palo. Il Napoli mantiene la partita sul filo del rasoio, gli avversari arrivano nei pressi di Meret, e il tempo passa, mentre gli azzurri si adagiano, permettendo agli avversari la possibilità di spingerli nel baratro. Ma gli azzurri sono salvati da una mano santa, venuta dalle parti di Dio. E’ Meret che salva in due occasioni, proprio nel finale, luminoso come le mani della Creazione di Adamo di Michelangelo, i suoi sono veri e propri miracoli, santifici, due regali di Babbo Natale, due gemme del “fuoriclasse” (del “fuoriclasse” del Capitolo 22). Anche per Meret, non parliamo di fuoriclasse, ma uno che ne capisce, Ancelotti, confida tanto in lui. Crederemo anche noi nel giovane azzurro, sul filo del rasoio, salvati da una mano santa

La mia sul Napoli