CONDIVIDI

Maradona è meglio ‘e Pelé. Come nella vita, anche nel calcio esistono poche certezze, e tante incertezze. Caro lettore, tu che ti accingi a leggere alcuni dei miei pensieri trasformati in bit, sai che non puoi dubitare di alcune incrollabili sicurezze: la vita non può che iniziare e finire con la morte, il colore azzurro di un cielo senza nuvole, lo scorrere delle stagioni, il moto della Terra intorno al Sole, lo scintillio di stelle e pianeti, il sole di Napoli o la nebbia di Milano. Così nel calcio esistono certezze incrollabili, se segni più del tuo avversario vinci, Maradona è meglio ‘e Pelé (almeno per noi attorno al Vesuvio), più alto il fatturato e più è alta la probabilità che tu vinca (almeno per quelli che usano il cervello). Poche sono le certezze ma molte le incertezze, che possono in alcuni casi mettere in dubbio le più forti verità. Quasi tutte, ma non certo la mano di Dio o la pizza fritta.

Pensando. Pensando a questo Napoli, al precampionato, alle dichiarazioni degli azzurri, alla conferenza stampa di Sarri, al passato recente, alla nostra storia, a Benitez, a de Laurentiis, a Maradona, all’estate, al fruttaiolo sotto casa e a Chuck Norris (che non c’entra nulla, ma fino ad un certo punto, perché lui c’entra sempre), non ho potuto non pensare al momento. Non ho potuto non pensare alle certezze azzurre e alle incertezze azzurre, o forse un po’ celestine, un po’ più opache, che rendono l’azzurro forte delle nuove maglie un po’ più triste, un po’ più incerto.

CALCIO: NAPOLI; IN ATTESA 'COLPO' MERCATO DOMANI AMICHEVOLE A BERLINOLa “pizza incerta”. Esistono delle certezze incrollabili in questo Napoli. La filosofia Sarriana è una di queste. E poi, certezze create che fanno il paio con la filosofia, o ne dipendono: il gioco, i tocchetti, le linee strette, la squadra stretta a fare densità, la pressione alta degli avanti e la difesa alta sul centrocampo. Poi le certezze nei singoli: Insigne e il passaggio in profondità, Callejon che cerca lo spazio, Hamsik a comandare con i suoi sprazzi, Mertens che si scopre attaccante, la gioventù in mezzo al campo, Koulibaly e le sue doti (calcistiche ovviamente, cosa pensavate?), Reina e i suoi rilanci millimetrici. Queste sono certezze, certezze di un passato recente, che hanno portato il Napoli di Sarri ad un secondo e un terzo posto, a conquistare record storici e a mettere in scena lo spettacolo più bello. Una certezza incrollabile è la filosofia, le altre sono “certezze incerte”, lasciatemi dire così, sì “certezze incerte”, un po’ come “piano veloce” o “secco grasso”, sono sobrio, tranquilli. Una “certezza incerta” è una pizza che mangi lontano da Napoli, sai di amare la pizza, ami il pomodoro, l’olio, il basilico, la mozzarella, ma sai che lontano da Napoli questo magnifico sogno può essere un incubo. Avete mai mangiato una pizza fuori da Napoli? La qualità della pizza va come l’inverso del quadrato della distanza da Napoli, un po’ come la forza gravitazionale o quella elettrostatica. Ecco, anche la pizza è una “certezza incerta”. I meccanismi azzurri, imparati a memoria, si dovranno poi implementare contro squadre vere, anche durante la prossima stagione, oggi sono delle “certezze incerte”.

Da dove riprendiamo? Il Napoli terminava la passata stagione alla grande, con un filotto di punti, che però non servirono per il primo posto, non servirono per il secondo. Saprà il Napoli riprendere da dove ha lasciato? Il Napoli sarà ancora certezza? Farà delle sue convinzioni le sue armi per vincere? Il nodo della questione è quello, ecco la più grande incertezza. E tante variabili subdole possono insidiare le certezze azzurre, rendendole meno sicure. Milan e Inter si rinforzano, la Juventus e la Roma restano squadre forti, il Napoli ha apportato solo dei lievi ritocchi, e la partita sarà dura, e il risultato incerto. Le distanze si sono ridotte con quelle che precedono? E con le Milanesi? Beh, lo sapremo presto.

Calma gente. L’ambiente è sereno e motivato, che bel ritiro quest’anno, una certezza, ma dopo il primo passo falso (speriamo che non ci sia), questa serenità e questa motivazione che fine faranno? Le ritroveremmo in fiamme, come qualcuno ha voluto ridurre il Vesuvio? Le incertezze sono tante, il Napoli non sa se sarà quello che sarà, no quella era una canzone, non sa se sarà quello che era. Può solo lavorare affinché questo avvenga, ma non può predire quanto forti saranno le contendenti, che comunque dovranno affrontare i propri mostri. Gli azzurri vogliono lo scudetto, lo vogliamo tutti, ma lo scudetto è un sogno. Le dichiarazioni degli azzurri sulla vittoria del campionato si possono trasformare in un boomerang che può lasciare in mutande ambiente e squadra. Icaro azzardò e precipitò. Sarri lo percepisce, e cerca di mettere un freno agli slanci, cerca di riportare tutti sulla terra. Come fece Benitez, così lui mette il freno, contestualizza il Napoli e contestualizza gli obiettivi, le certezze e le incertezze. Alla conferenza stampa segue qualche polemica, ma le sue dichiarazioni sembrano naturali e realiste, accettatele, non costruite castelli, tutto il resto è noia, noia noia, noiaaaa. Franco Califano? Calma gente, l’articolo è quasi al termine.

Siamo quelli che eravamo. Il Napoli sceglie di conservare quello che era, lasciando tutto invariato, rinnovando i giocatori cardine, aumentando i salari, e spendendo poco in cartellini. Confida che rimanendo chi siamo, conoscendo quello che siamo e quello che possiamo fare, saremo quelli che hanno finito in crescendo durante la scorsa stagione. Questa ora sembra una certezza, ma sarà tale a campionato iniziato? Noi siamo gli stessi, ci conosciamo, piacere, che la pace sia con noi. Ma questo basterà per opporsi alla Juventus? La Juventus dicevo, che pure si rinforza. Il Napoli può opporsi alla Roma che cede sempre, ma resta sempre competitiva, nonostante l’incognita dei nuovi e del nuovo mister? Può opporsi al Milan che spende e spende, grazie ai soldi che scombussolano la Serie A, come un virus che infetta?

Preliminare e mercato. Tante incertezze sono all’orizzonte, Sarri le conosce e conosce le sue certezze, conosce quello che accadrà a metà agosto, arriva il preliminare, il primo obiettivo, la prima sfogliatella da mangiare (ma calma con le sfogliatelle, che c’è la prova costume). E’ l’unico obiettivo, per ora, e le certezze azzurre si devono manifestare già lì, chiunque si frapponga tra l’azzurro e l’oro della Champions. Calmiamo gli animi, continuiamo con il lavoro, seguendo i dettami di Sarri, ma non lanciamoci in dichiarazioni che ci potrebbero affondare. Si potrà approfondire anche qualche cosa sul mercato, sistemare la situazione portiere, rinnovare Reina e pensare al futuro e trovare un sostituto per Hysaj. Bisognerà liberarsi di qualche altro giocatore e pensare alla sorte di Giaccherini e Pavoletti. Quasi sicuramente nulla più. Con il preliminare nella mente, Sarri, come Benitez, vuole alleggerire tutti dalle pressioni. Perdere non sarebbe un dramma, ma è il primo a sapere che per il Napoli i soldi della Champions sono come il Sole e il Vesuvio per un napoletano, serenità e protezione.

Basta “cazzate”. Il Napoli non deve vincere lo scudetto, ma può sognarlo e con Sarri può sognare alla grande. Sarri è la certezza, la sua filosofia è la certezza, poi il campo ci racconterà di altre certezze o anche di incertezze. Ora è tempo di lavorare, ridurre gli errori, ridurre le “cazzate”, ridurre le incertezze, per arrivare a vincere, e goderci il circo, il videogioco, la certezza azzurra.

La mia sul Napoli