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Mertens_Callejon_Insigne_col_TorinoTorino –  Napoli è una partita decisiva, una partita che può permettere al Napoli di superare la Roma, che la sera stessa avrebbe affrontato la mattatrice del campionato, la Juventus. La partita a Torino si preannuncia difficile, tra le più ardue, i granata hanno uno score tra le mura domestiche da record, hanno perso solo con la Juventus in casa. Al Napoli tocca non tradire la propria natura, non crollare dopo le prime difficoltà, vincere, vincere e basta. E infatti, la squadra di Sarri la vince questa partita. Sblocca il risultato quasi subito con Callejon, subisce leggermente i granata, ma può andare in gol anche in altre occasioni, forse spreca. E il secondo tempo, nonostante qualche pericolo, vede dopo 15 minuti il raddoppio. I granata sono larghi, Mertens è libero per servire Insigne, che arriva solo da dietro. La partita oramai sorride solo al Napoli, il Torino si scioglie, concede anche un contropiede a Mertens, che segna finalmente il suo gol, sale a quota 25 in campionato. Completano l’opera, prima Callejon che raccoglie un cross fendente di Ghoulam e poi Zielinski che raccoglie un appoggio di Callejon, come contro l’Inter, calando il poker all’Olimpico di Torino.

Il Napoli è secondo, fa il suo dovere, dimostra ancora una volta la sua potenza. L’avversario di giornata, il granata Ljajic, incoronerà con le sue parole la squadra di Sarri come la migliore del campionato. Il Napoli è tattica, amore e fantasia, è una squadra razionale, che esalta il cuore e la fantasia dei suoi funamboli. Solo la Juve aveva vinto all’Olimpico di Torino quest’anno, il Napoli fa lo stesso, distrugge il Torino, inerme contro la forza della squadra di Sarri. E’ anche la giornata di un nuovo record. Sono 107 i gol in stagione, meglio dei 104 di Benitez, meglio dei 106 della passata stagione, e il bottino può ancora migliorare. E’ una festa, il Napoli è secondo e attende Roma – Juve. La Juventus deve vincere, deve giocarsela a mille. Potrebbe chiudere con la Roma la pratica scudetto e programmare le prossime settimane solo in funzione della finale di Tim Cup e quella più importante di Champions League. E’ quello che pensano tutti. E’ quello che dichiarava Sarri nella conferenza stampa di sabato. E invece, a Roma vanno in campo delle copie sbiadite. La Juve va anche in vantaggio, ma viene surclassata dai romanisti. Non è la Juve che conosciamo, evidentemente gli uomini di Allegri non sono concentrati, sono senza motivazioni. Non è la Juve che subisce il minimo indispensabile in Champions League, non è la Juve della difesa imperforabile, è una Juve senza mordente. Nessuno se lo aspettava, almeno noi non ce lo aspettavamo. Forse loro sì, lo stesso Bonucci parlerà delle avvisaglie avvertite nell’allenamento del giorno prima. Consciamente e/o inconsciamente, la Juve subisce, non ha mordente. Perde contro una squadra forte, non ci sono dubbi, ma la Juve che conosciamo non avrebbe avuto problemi a tenere a bada la Roma. Lo sappiamo. Lo dice la storia di questa squadra, che anche quando ha ritenuto superiore il suo avversario, ha sfoderato risorse importanti, anche difendendosi come l’ultima delle provinciali, proprio come quando ha incontrato il Napoli. E invece perde, permette alla Roma di sorpassare il Napoli. Evidentemente, vorranno risolvere tutto con il Crotone. Consciamente o inconsciamente falsa la corsa al secondo posto, una corsa che probabilmente vincerà la Roma.

Queste 2 partite, che pure hanno visto spettacolo e gol, portano ad un nulla di fatto, si rimanda tutto alle ultime due giornate. In attesa di queste ultime partite non possiamo che godere del gioco azzurro, e pensare che comunque vada, le gioie regalate da questa squadra saranno uniche, anche se le condizioni imporrano un terzo posto indigesto, e un cammino europeo più difficoltoso.

La mia sul Napoli.