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mertens_esultanza_sassuoloSembrava che il Napoli si fosse liberato da quei dannati errori, o meglio, quegli orrori, che sono costati tanti, troppi punti durante questa stagione. Sassuolo – Napoli è una storia sbagliata. Ci sbagliavamo. E lo svarione, l’incidente, lo strafalcione, lo sconsiderato passaggio all’indietro ritorna a ripresentarsi, e penalizza la buona prestazione azzurra contro il Sassuolo. Sì, perché il Napoli domina come al suo solito la partita. Va in vantaggio con una grande azione propiziata proprio dall’autore dell’errore, Hamsik, che allarga verso Callejon, che a sua volta centra in mezzo all’area Mertens. Il belga deve solo saltare e arcuarsi quanto basta per insaccare, per poi esultare in maniera veemente insieme ai suoi tifosi. Non è la migliore partita di Hamsik, lo slovacco è incerto, non è nel pieno delle sue forze, ma è artefice di un’apertura che può partire solo dai suoi piedi, un’apertura che incrina la difesa alta del Sassuolo, e crea gli spazi che Callejon e Mertens sfruttano alla grande. Ma Hamsik è pronto a scrivere una storia sbagliata. Hamsik è gioia e dolore per i colori nostrani. Ad un certo punto decide di servire Reina di testa, ma il suo retropassaggio è un assist miracoloso per Berardi. La difesa azzurra non può nulla, e l’incolpevole Reina è battuto. La storia si ripete, e ritornano alla mente gli orrori di Jorginho durante il suo periodo nero contro Benfica, Besiktas e Milan, e ancora Ghoulam contro la Juve, il maldestro passaggio di Albiol col Benfica, lo smemorato atteggiamento di Koulibaly contro la Roma, o la sufficienza di Chiriches con la Sampdoria al San Paolo. Alcuni di questi errori sono costati dei punti importanti. E le dinamiche mentali per una squadra come il Napoli, non ancora al top, ne risentono. Il Sassuolo passa in vantaggio. Addirittura. Dopo un calcio piazzato, la difesa azzurra si schiaccia. Gli azzurri lasciano libero Mazzitelli, che può colpire una seconda palla, indisturbato. Fortunatamente il Napoli riesce ad agguantare quantomeno il pareggio, grazie al ritorno al gol di Milik, su un’azione da calcio d’angolo, settimo gol da corner, decimo in stagione da calcio da fermo per il Napoli.

E’ un misero pareggio. Ancora punti persi, ancora dopo partite nelle quali il Napoli avrebbe meritato di più, ancora con il Sassuolo (4 punti persi), come con l’Atalanta (6 punti persi). Il Napoli getta alle ortiche una partita che aveva sbloccato e avrebbe potuto condurre lungo i giusti binari. Cade sulle proprie incertezze, grazie allo smemorato di turno (questa volta Hamsik) o ad una cattiva applicazione sulle seconde palle. Da aggiungere che lo stesso Damato, dalla condotta di gara all’inglese, non vede un fallo da rigore su Mertens, che avrebbe potuto far sbloccare il risultato già nel primo tempo. La corsa al secondo posto si complica, è l’unico obiettivo rimasto, e si allontana. E’ inutile recriminare, inutile mandare alla gogna l’Hamsik o il Reina di turno. Ora sopravvive un unico obiettivo, a fine stagione si analizzerà tutto quello che di buono è stato fatto, tanto, e ciò che va migliorato, per aumentare le speranze di ottenere qualche cosa in più di un terzo o di un secondo posto.

padre_e_figlio_gifMa col Sassuolo si sono svolte due partite. Una è quella che vede due squadre confrontarsi, da un lato il Sassuolo e dall’altro il Napoli. E poi c’è quella di Paolo Cannavaro, napoletano e tifoso del Napoli. Anche la sua è una storia sbagliata. E’ sbagliata perché qualcuno lo ha ingiuriato, perché reo di aver fatto il suo lavoro. La sua è una storia sbagliata perché da tifoso del Napoli, deve giocare contro il Napoli, anche a malincuore. La sua è una storia sbagliata che si dimostra essere la più bella della giornata, più significativa di tutto il resto. La sua è la storia di un figlio, raccattapalle al Mapei Stadium, che con una maglia verde corre verso Mertens, per festeggiare il gol. La sua è la storia di un padre che al gol della sua squadra (il Sassuolo) non esulta e torna a testa bassa verso il centrocampo. La sua è la storia di un professionista, la sua è una storia di un tifoso azzurro.

La mia sul Napoli