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Gennaro e Ciro si incontrano per vedere Napoli – Juve, sono grandi amici, ma sono separati da due passioni inconciliabili, Gennaro è tifoso del Napoli, Ciro dei bianconeri. Il primo, fiero partenopero, e fiero tifoso del Napoli, ha sofferto e sa cosa sia la sofferenza, e apprezza tutte le gioie che questo Napoli gli regala. Dopo anni non riesce a capire come l’amico possa tifare per quelli là, li chiama così. Non lo capisce. Ciro ha carpito questa passione del padre, è cresciuto con i colori della Vecchia Signora, è un fedelissimo, è uno di quelli dei 34 sul campo, di quelli per i quali calciopoli è stata un accanimento.

Vedono la partita assieme, hanno deciso di vederla a casa di Gennaro.

Gennaro è speranzoso, d’altronde sa che il San Paolo è ostico per la Juventus, nei precedenti 11 incontri a Fuorigrotta (dal 2006), il Napoli ha perso solo una volta, vincendo 6 volte e pareggiando in 4 occasioni. Ha fiducia nel vate Sarri, in Hamsik e compagni. E’ solo un po’ preoccupato, perché Reina non sarà della partita, e Rafael ha illuminato in pochissime occasioni. Dal canto suo, Ciro è sicuro della forza della sua squadra, gli uomini di Allegri sono i pluricampioni d’Italia e si accingono a vincere anche questo campionato. Lo vinceranno quasi a mani basse. Sono i più forti, e anche quando giocano male, vincono, perché un po’ di riffa, un po’ di raffa, grazie alla loro solidità difensiva, riescono a perdere raramente.

Lo stadio è festante, e Gennaro è orgoglioso. Ciro, invece, insiste sulle polemiche del prepartita, l’accoglienza di Higuain, i fischi verso il Pipita.

La partita inizia, e la Juventus va subito in vantaggio, Ciro esplode, Gennaro si abbatte. Lo stadio si ammutolisce, il gol è inaspettato. Gli azzurri si distraggono perché vedono una spinta di Higuain su Albiol, e poi vanno molli su Khedira, che taglia la difesa azzurra come il burro. Poi la sponda di Pjanic, è il vantaggio di Khedira, Rafael non può proprio nulla.

Ma il Napoli non si fa abbattere, prende in mano la partita, con la sua rete di passaggi, il tiki taka alla napoletana, il giro palla per cercare uno spiraglio. Gennaro incita i suoi, mentre Ciro comincia a temere. Il Napoli cerca il buco, ma la difesa juventina è un fortino. Il 442 juventino può essere una roccaforte. Il Napoli cerca il cross di Insigne, e gli spazi giusti. Ci provano Hamsik in due occasioni, Mertens e Insigne.

Gennaro si danna per le occasioni sprecate, il Napoli crea, Sarri può essere soddisfatto, ma non finalizza. Ciro ha temuto, ammette che il Napoli è bello, ma spara a salve. Quasi sottovaluta tanta bellezza, e il dominio azzurro. Si giova, invece, dell’arcigna difesa bianconera.

Il copione del secondo tempo è lo stesso. E ancora e quasi solo Napoli. Il Napoli è in completo possesso dell’incontro, tiene palla, la fa circolare, è quasi sempre nella metà campo avversria, pressa in cerca del recupero della palla, continua a provarci, sempre con i suoi ritmi. Insigne prova il suo tiro a giro. Che occasione. Il tiro è fuori da poco. Maledizione. Gli azzurri si disperano ancora, e si dispera Gennaro, Ciro tira un sospiro di sollievo. Ma manca poco, e gli umori dei due amici cambieranno. Arriva un gol, un tiro di Mertens viene respinto, e Callejon gonfia la reta. Ma è in chiara posizione di fuorigioco. Gennaro pensa che la palla non voglia proprio entrare, Ciro inizia a convincersi di poter espugnare il San Paolo, e poter burlarsi dell’amico Gennaro.

Hamsik_esultanza_juveMa Ciro e i suoi devono fare i conti con il gioco azzurro e la classe dei campioni di Sarri, che riportano il risultato sull’equilibrio. Insigne fraseggia sulla sinistra, gli azzurri giochicchiano come al solito, sembrano quasi innoqui con quei passaggi continui a 2 metri. In queste fasi il Napoli agisce proprio come quel detto napoletano “dicette ‘o pappecio vicino ‘a noce: damme ‘o tiempo ca te spertoso”, o se preferite il “sin prisa pero sin pausa” di Benitez. Piano piano. Poi l’accelerazione. La tempesta in un mare piatto e calmo. Jorginho serve Hamsik tra le linee, Mertens viene indietro e riceve dal compagno. Nel frattempo gli juventini vengono attratti dal pallone e da Hamsik, che scompare e ricompare oltre i difensori avversari. David Copperfield gli fa un baffo. Mertens lo vede con la coda dell’occhio e lo serve quasi senza guardare. Hamsik è solo, gli juventini alzano la mano in cerca di un fuorigioco che non c’è, Ciro alza la mano. Gennaro non vede il braccio di Ciro, pensa solo al capitano, altrimenti avrebbe urlato all’amico il giusto e meritato epiteto. Gennaro è in attesa del tocco di Hamsik, che senza stoppare, tira col piattone. Buffon battuto, Hamsik corre verso la curva, il leone azzurro ruggisce e si batte i pugni sul petto. Gennaro esplode, Ciro si ammutolisce.

La Juventus tenta delle timide capatine nell’area azzurra, ma è il Napoli che ha ancora occasioni, Zielinski fa l’Insigne della situazione e serve Callejon, bravo a farsi trovare oltre i difensori avversari, ma è troppo defilato e il suo colpo di testa non trova nessuno.  Nel finale le due squadre sembrano accontentarsi.

Gennaro è soddisfatto dei suoi, avrebbe voluto di più, ma ha ammirato il bel gioco azzurro, se ne vanta con l’amico, che gol di Hamsik, che azioni, quanti pericoli per la Juventus. La Juventus ha giocato da provinciale, ha avuto e ha paura di questo grande Napoli. Sarri è il fuoriclasse di questa squadra e ha insegnato il calcio che ci invidiano tutti. In fondo in fondo, ce lo invidiano anche gli juventini, anche se non lo ammettono. Ciro è soddisfatto del punto guadagnato. Per lui il bel gioco conta poco, l’importante è vincere, non conta come, anche facendo di necessità virtù. L’importante è il fine, e non il modo, anche se si viene a Napoli per difendersi, anche se sono i primi in classifica. Si adattano, conquistano un punto difendendo bene, ma anche con un po’ di fortuna e grazie all’imprecisione avversaria.

I due si rivedranno tra tre giorni, è in programma il ritorno della semifinale di Coppa Italia. Gennaro spera nel miracolo, nell’impresa, e dopo questa partita è ancora più speranzoso, Ciro, forte del risultato dell’andata è tranquillo, è sicuro di sé, sa che fare 3 gol a questa Juventus è difficile.

Il Napoli ci deve provare, con tutte le sue forze, conoscendo i suoi limiti, cercando di andare oltre questi limiti, insistendo col suo gioco, non lasciando nulla al caso. Gennaro lo sa, sa che è difficile, ma sogna, ci spera, la finale di Coppa Italia sarebbe un premio per il gioco azzurro. Sa che la sua squadra gioca un calcio migliore di quella di Ciro, che però vince, ed alla fine forse è quello che conta veramente. Ma Gennaro sogna, pensa che tutto sia possibile. Con questi ragazzi tutto può essere possibile, per poter sognare, far sognare, rallegrare i tifosi tutti, non solo col bel gioco, ma con una grande vittoria. Una vittoria potrebbe regalare il giusto premio a questa squadra e a Sarri, il passaggio del turno, e chissà, l’agognata coppa. Non fornirebbe le stesse emozioni di uno scudetto, quella è una cosa diversa, ma sarebbe un traguardo importante per Sarri, per questo Napoli e per i tifosi.

I due amici possono esultare.

Gennaro urla: “Forza Napoli Sempre”

Ciro farfuglia qualcosa che non si riesce a decifrare: “……”, qualche cosa che non posso scrivere.

P.S. Ho usato dei nomi stereotipati, era il modo più efficace e veloce per identificare i due napoletani, tifosi di Napoli e Juventus.

La mia sul Napoli