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mertens_caneLa sorpresa. Dopo 2 sconfitte consecutive, che avevano creato non pochi malumori, dopo una rassegnazione diffusasi tra alcuni tifosi sull’esito dei prossimi impegni, il Napoli sorprende e vince a Roma. E il Napoli sorprende proprio me, felicemente meravigliato da un risultato che sinceramente non credevo fosse possibile. Lo sconforto aveva stroncato anche l’ultima dea, Speranza. Ma il Napoli vince con la società capitolina, che mai fino a questo momento aveva subito una sconfitta in campionato tra le proprie mura. Il Napoli ha la meglio per buona parte della partita sui giallorossi di Spalletti, adoperandosi con un pressing deciso sulla manovra avversaria, in cerca del recupero del pallone, lasciando agli avversari (riprendendo le stesse parole del tecnico romanista) solo corsa, solo un’inefficiente perdita di energie. Pur mantenendo la sua solita difesa alta, il Napoli era accorto al gioco avversario. Eppure la Roma riesce durante la partita ad affacciarsi dalle parti di Reina, con non poche difficoltà per il Napoli. Gli azzurri non smettono di palesare una perdita di concentrazione che li fa sembrare spauriti e poco decisi, su palloni che andrebbero semplicemente spazzati via.

Tocchi divini. E nella terra del mito latino, nella terra dove il mito greco di Zeus veniva ripreso e fatto proprio, è il Napoli che mette in campo il divino. Il Napoli sblocca il risultato con un tocco divino di Hamsik, che tra le linee serve Mertens. Il belga può scappare tra i difensori avversari, ha la serenità di dirigere lo sguardo verso la sua destra per controllare l’avversario. E ha la serenità di scavalcare Szczesny con uno scavetto, quasi a beffeggiare il marchio di fabbrica di chi lo osservava dalla panchina giallorossa. Lo scavetto, il colpo di Totti, eterno, proprio come una divinità del calcio, e infinito come l’Universo. Divino l’assist di Hamsik, e divino il tocco di Mertens. Hamsik benedice e Mertens cresima il portiere avversario. Il raddoppio arriva ad inizio secondo tempo, su una palla recuperata da Callejon, e smistata sul lato sinistro, dove Insigne ha spazio e libertà. Va in scena il solito gioco a due. Insigne serve il compagno dall’altro lato del campo, questa volta di sinistro. Un sinistro divino, come quello che fu del Dio del calcio. Il Diego si impossessa del piede dell’azzurro. E in mezzo all’area si fa trovare Mertens che, come la freccia di Cupido, colpisce la porta avversaria e fa innamorare i tifosi azzurri. E’ la sesta volta in stagione che segna almeno 2 gol, è a quota 18 reti in campionato, 22 complessivi. Mai così prolifico in carriera: merito delle sue capacità, merito di condizioni casuali che hanno richiesto il suo impiego in mezzo all’attacco azzurro. Ringraziate la dea Fortuna, la dea del destino e del caso. Il Napoli spreca alcune occasioni, e la Roma alza il baricentro verso il finale di partita. Il Napoli si difende, mura gli attacchi avversari, soffre e non poco, ma l’unica strada per portare i 3 punti a casa è proprio la sofferenza. San Gennaro dà una mano agli azzurri e difende la porta di Reina. Ma gli avversari sanno farsi valere. Prima Salah, servito da un incauto retropassaggio, colpisce il palo, e poi arriva il gol di Strootman. Il gol mette in dubbio la perfezione e l’infallibilità divina. Ma non è finita, la pressione è intensa, manca poco allo scadere dei minuti regolamentari. E’ dura, ma il Napoli lotta. Anche Ercole sarebbe geloso della forza di Koulibaly e compagni.

miracolo_reina_gifIl prodigio e la preghiera. Nel finale si manifesta in tutta la sua perfezione il prodigio, il miracolo, l’apparizione divina. Perotti tira da fuori area e Koulibaly devia. La traiettoria è beffarda, è diabolica, e vuole condurre gli azzurri nel peccato. Reina sembra oramai fuori gioco. Ma Eupalla è con noi e il portiere spagnolo fa il miracolo. Ed ecco il colpo di reni, salta come un gatto. Bastet, la divinità egizia con sembianze da gatta, lo osserva e se ne compiace. Reina devia il pallone sulla traversa, e scalcia il pallone fuori area. Il portiere azzurro è decisivo, fa il miracolo. Chiamate il Vaticano e iniziate le pratiche per beatificazione e santità. Decide che il risultato non deve più cambiare. Reina sei santo, anzi sei il mio Dio, sei il nostro dio azzurro. Fermiamoci un attimo, rivediamo la sua prodezza e preghiamo per i suoi miracoli:

Ave o Reina,
pieno di reattività,
Zamora è con te.
Tu sei benedetto fra i portieri
e benedetto è il frutto delle tue mani e dei tuoi piedi.
Santo Reina,
portiere del Napoli,
para per noi Napolisti,
adesso e per sempre, Forza Napoli Sempre.
Amen.

Comunque vada. Quella con la Roma è stata una vittoria importante contro un avversario che si giocherà il secondo posto fino alla fine, perché non aveva mai perso in casa in campionato, perché i 3 punti danno morale ad un ambiente che aveva bisogno di carica e serenità per affrontare il suo giorno più importante. Il Napoli vince tra divinità, miracoli e preghiere. Godetevi questa vittoria, ci vediamo martedì sera al San Paolo per goderci un evento più unico che raro, per gioire in un giorno particolare, qualsiasi cosa succeda, che sia vittoria o sconfitta.

La mia sul Napoli