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juventus-napoli-callejongol-fotocuomo-2Inaspettatamente. A Torino il Napoli gioca un ottimo primo tempo, va in rete con un’azione ben orchestrata, che termina con la solita intesa tra Insigne e Callejon. E il primo tempo dà la sensazione che, nonostante la Juventus si affacci dalle parti di Reina (che proprio nel finale fa il miracolo) il Napoli stia gestendo egregiamente la partita. La sensazione è che il secondo tempo sarà duro, ma che la Juventus possa essere gestibile. Se gli azzurri continueranno a giocare in questa maniera, potranno riuscire a fare l’impresa, a vincere per la prima volta allo Stadium.

La sconfitta e gli errori arbitrali. E invece, la storia cambia nel secondo tempo. I difensori azzurri lasciano troppa libertà a Dybala, e Koulibaly pesta il piede dell’argentino. L’attaccante juventino si rotola sul prato verde in preda a crisi mistiche. Si è dibattuto sul tocco, il tocco c’è, Koulibaly tocca il piede di Dybala, sarà lieve, ma c’è. L’arbitro decide per il rigore e si fa influenzare dalla “sceneggiata” di Dybala (che qualcuno definirebbe napoletana). Lo stesso argentino tira il rigore e pareggia. Il Napoli va in bambola e lo dimostra sul secondo gol. Cross da fuori area, Reina esce, ma si accorge di essere in ritardo, e Koulibaly spizza di testa servendo Higuain. E’ il 2 – 1. Ancora Higuain, è la seconda volta che segna ai suoi ex colori, e ancora una volta non esulta. Ancora una leggerezza di Koulibaly, ancora un Napoli che vede la partita scivolare dalle mani. Ma il bello deve ancora venire. Albiol viene toccato in area avversaria, ma l’arbitro non vede. La Juventus conquista palla, parte in contropiede e Reina stende in area Cuadrado. Il rigore viene segnato da Dybala. Per l’arbitro è rigore, per il Napoli e Reina no. Il portiere azzurro tocca il pallone, il giudizio sulla giocabilità del pallone da parte di Cuadrado è incerto. Ma l’azione è macchiata da un tocco su Albiol. E’ fallo da rigore quanto quello su Dybala. Ma polemizzare non serve. Oramai la partita è decisa. Gli azzurri si spengono, non saranno praticamente mai più pericolosi. Il dopopartita è stato un susseguirsi di polemiche, il silenzio stampa rotto, tweet polemici del Napoli, giornalisti che forse non hanno fatto bene il proprio mestiere.

Le debolezze azzurre. La reazione a caldo è stata di rabbia, di sconforto. Ma bisogna avere la consapevolezza di quello che questa squadra è, nel bene e nel male. Non è un caso che, sia l’anno scorso che all’andata, il Napoli ne esca sconfitto, pur mostrando segnali positivi, pur mostrando di potercela fare. Ma è tutto inutile. Il Napoli non è ancora in grado di competere a certi livelli. Si è fatto due gol praticamente da solo. Non puoi permetterti certi errori con nessuno, benché meno con squadre di tale forza. Perché la gestione della rimessa avversaria, la grande libertà data a Dybala, il maldestro movimento di Koulibaly, la spizzata sul gol di Higuain e la probabile posizione sbagliata di Strinic sono frutto delle debolezze del Napoli. E imputo al Napoli di aver permesso alla Juventus di partire in contropiede, una ripartenza che mai avrebbe dovuto concedere, mai sul 2 – 1 fuori casa, mai allo Juventus Stadium, mai all’andata di un doppio incontro, mai. Mai, anche se quel terzo gol è macchiato da una decisione sbagliata dell’arbitro. Mai. Sono i limiti di una squadra forte, che fa il più bel gioco, spettacolare e spumeggiante, ma con delle debolezze che non riesce a curare. Lo abbiamo visto con l’Atalanta, che ha messo in evidenza delle difficoltà sia tattiche che di motivazione (forse avrà anche pesato la prossimità della partita con la Juventus). E con la Juventus, come in altre occasioni, il Napoli approccia bene la gara, non ha paura, pensa di potercela fare, ma poi viene meno, regala momenti di insicurezza, che gli avversari sfruttano sempre, sempre.

Non è la mia battaglia. E questa volta non ho voluto inseguire la via della polemica, questa volta non è la mia battaglia. Condanno la condotta Rai, ma non mi sento di addebitare ai seppur evidenti errori arbitrali il motivo principale di questa sconfitta. Non mi piace combattere cause nelle quali non credo. In passato ho protestato per fuorigioco e per condotte di gara maldestre a discapito degli azzurri. Ma non mi sono sentito di sostenere una causa che aveva un vizio di fondo, l’ordine degli errori. Già all’inizio del primo tempo l’arbitro Valeri aveva sbagliato una decisione, ma a favore del Napoli. Dybala viene spinto da dietro da Strinic. L’argentino continua l’azione e tira, ma se l’arbitro avesse visto l’effetto sulla corsa di Dybala avrebbe potuto fischiare e la gara sarebbe cambiata.

Il futuro è una pagina bianca. Con Atalanta e Juventus non è andata come doveva, come tutti speravano. Questo scorcio di stagione sta prendendo una piega non piacevole, ammetto di avere brutte sensazioni. Ma il futuro si deve ancora scrivere, il Napoli può cambiarlo. Le polemiche, oggi, non portano lontano. E’ giusto recriminare quando si hanno torti, ma è il momento per la squadra di non trovare alibi, non è il momento delle scuse. La polemica contro gli arbitri e contro il mondo intero non è la mia battaglia. Non è la nostra battaglia. La nostra battaglia sarà dimostrare di poter crescere, di poter essere ancora meglio di quello che siamo. Possiamo iniziare a dimostrarlo proprio con la Roma, per poi tentare il sogno Champions.

La mia sul Napoli