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insigne_nap_atalantaE’ la seconda volta in stagione, Gasperini ha la meglio e Sarri è lo sconfitto. Il Napoli gioca forse la peggiore partita della stagione. Merito degli avversari capaci di chiudersi a riccio, di pressare i centrocampisti azzurri, di proprorsi davanti alla porta azzurra con non pochi patemi d’animo per Albiol e compagni. L’Atalanta dimostra di meritare la posizione in classifica e dimostra di entusiasmarsi contro l’azzurro Napoli. E il Napoli, dal canto suo, dimentica il suo gioco spettacolare, è lento e molti degli uomini in campo sembrano le copie sbiadite di se stessi. Uno dei migliori in campo è Insigne. Gli altri vanno a corrente alternata. Qualcuno soffre gli avversari come se avesse di fronte Ronaldo e Benzema. Gli azzurri non si capiscono, sbagliano molto. Gli errori sono anche indotti dalle capacità degli avversari, ma Sarri e il Napoli non dimostrano la maturità che dovrebbero aver acquisito, e che invece è ancora un tesoro da scoprire. I neroazzurri vanno in rete da calcio d’angolo con Caldara. E in 10 uomini, dopo il doppio giallo di Kessié, vanno al raddoppio, sempre con Caldara, che sembra Benzema, servito da Cristiano Ronaldo Leonardo Spinazzola, chiudendo la partita. Il Napoli ha alcune occasioni: 2 legni nel primo tempo con Insigne e Mertens da punizione,  un bel movimento da mago di Mertens, che incrocia troppo, si registra anche un fendente da fuori area di Zielinski e un’occasione buttata alle ortiche da Callejon, che servito millimetricamente da Ghoulam, la colpisce fuori. Non dà grossi profitti nemmeno il cambio di modulo, l’ingresso di Milik, e l’ingresso del secondo attaccante pesante, Pavoletti. Il Napoli va al cross poco e male. La partita lascia i tifosi delusi e mette in evidenza una giornata no della squadra e del suo mister, che ancora una volta soffre col 3-4-1-2 di Gasperini. Il Napoli non rimaneva a bocca asciutta in termini di gol segnati dalla partita in casa con la Dinamo Kiev, andava in gol da ben 16 partite consecutive. E ferma anche la sua striscia positiva in campionato, con 14 risultati utili consecutivi.

In campo gli azzurri non si capiscono, è stata la mia impressione, troppi sono stati gli errori, errori evitabili anche su situazioni di tranquillità, dove il pallone andava semplicemente appoggiato al compagno. E’ sembrata una Torre di Babele. Ricordate l’episodio della Genesi? Il Napoli vede il cielo, auspica un futuro splendente, ancora più importante di quello che già sta vivendo. Vede Dio e lo vuole raggiungere. Pensa al Real Madrid e alla notte di Madrid e quella futura a Napoli, pensa alla Juventus che scappa e alla Roma che sembra abbia intrapreso la via del secondo posto. Il Napoli punta in alto, può farlo, ha le capacità, ha il mister giusto, ha le potenzialità, ha giovani di belle speranze, ha classe, gioco e tanta qualità. Ma ci incrociamo col mito greco. Arriva l’Atalanta, Atalanta la Dea e crea scompiglio, e gli azzurri iniziano a parlare lingue diverse. E’ sembrato che gli azzurri avessero dimenticato buona parte dei dettami di mister Sarri, gli avversari sono stati acuti, è sacrosanto ammetterlo, ma gli azzurri non riescono ad essere padroni della partita, subiscono, non riescono a comunicare, si perdono tra le maglie neroazzurre. Sono pochi i momenti in cui gli azzurri fanno valere le proprie doti, e ancor meno i momenti in cui il verbo Sarriano si appalesa. Il resto è una Torre di Babele. Chiudiamo questa pagina e iniziamo a scrivere la prossima, con il bianco e il nero, sperando che possa essere una nuova genesi.

La mia sul Napoli