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esultanza di Insigne in Real - Napoli (fonte: SSC Napoli)

insigne_esultanza_real-napE’ la partita che tutti aspettavano, il sogno di tutti i tifosi azzurri, che in massa hanno invaso il Santiago Bernabeu. La felicità era immensa allo stadio e nelle case dei milioni di napoletani in attesa della prova del campo. La partita sembra da subito impegnativa, Reina salva dopo appena 20 secondi. Devia il pallone con un pugno che farebbe invidia al miglior Patrizio Oliva. Sembra che la partita possa partire in salita e invece il Napoli passa in vantaggio con uno dei suoi marchi di fabbrica e col genio di Insigne. A centrocampo Mertens si trascina un difensore che lascia un buco nell’area blancos, e Diawara serve Insigne, inseritosi tra i difensori avversari. L’estroso azzurro inventa una palla a giro e centra la porta a fil di palo, e inganna il povero Navas. Insigne esplode e con lui il San Paolo, era il Santiago Bernabeu, ma sembrava lo stadio di casa. Il Napoli arriva al gol col gioco, con un suo marchio di fabbrica, con la tattica, essenziali costanti che amplificano le genialità dei campioni azzurri. Ma il gioco si ferma dove arrivano blasone, denaro e campioni. La felicità dura poco, i valori in campo iniziano a manifestarsi, è difficile limitare la potenza avversaria. Il Real cambia spesso gioco per cercare l’esterno sul limite del campo, per allargare la difesa azzurra e creare spazi e superiorità. E proprio in occasione di una di queste situazioni arriva il gol di Benzema, che salta più in alto di Albiol. Stacca su un cross scagliato da Carvajal, lasciato solo sulla destra del fronte d’attacco blancos. I madrileni sono pericolosi, e la differenza dei singoli si palesa in più occasioni, gli azzurri soffrono sulle fasce, ma resistono e vanno negli spogliatoi sul pareggio. Inizia il secondo tempo e in 5 minuti il Real Madrid va a segno con Kroos e Casemiro. La partita si ribalta ed è il Napoli che prende il possesso del pallone (a fine partita il possesso palla sarà equiripartito tra le due compagini). Il Napoli attacca, è più incisivo del primo tempo. Fatta eccezione per l’occasione del gol, nel primo tempo non era mai riuscito a pungere. Gridano vendetta due occasioni, in una Mertens scaglia alto, nell’altra è Navas che salva, sempre sul belga. Non basta, gli avversari sono troppo superiori, hanno esperienza da vendere, hanno la personalità che solo giocatori di quel calibro possono vantarsi di avere e conducono il match senza subire ulteriori gol.

Il numero di tiri in porta è totalmente a favore dei blancos (20 contro gli 8 degli azzurri). Nel corso della partita il Napoli rischia in più occasioni, è fondamentale Reina in alcuni interventi decisivi. Non è in vena Mertens. Insigne sbaglia qualche cosa di troppo, ma si fa vedere con qualche buon assist ed il gol è spettacolare. Callejon prova ad infilarsi oltre i difensori avversari, serve un assist d’oro a Mertens, che spreca. In mezzo al campo Zielinski non è in giornata, insicuro e indeciso, gli subentrerà Allan, meglio il brasiliano. La difesa soffre sulle fasce, Koulibaly è troppo superficiale, ha colpe sul gol di Kroos, bene Albiol. Il migliore in campo è Diawara, giovane, troppo giovane, ma sicuro come un trentenne.

Il 3-1 è un risultato che rende quasi impossibile il ribaltone al San Paolo, ma la bolgia infernale dell’impianto di Fuorigrotta freme per infiammare gli azzurri e intimorire i bianchi madrileni. Il Napoli avrebbe potuto fare di più, ma ne esce a testa alta. Questa squadra merita tutto il rispetto possibile e il ringraziamento per aver raggiunto un traguardo importante. Mai come in questa occasione Davide incontrava Golia, in casa sua. Nonostante il palese divario, il Napoli riesce a non sfigurare, pungendo a dovere gli avversari e segnando un gol in trasferta importantissimo. Nemmeno il Napoli di Maradona era riuscito a fare tanto. Però, tra gli elogi che molti hanno rivolto agli azzurri, e tra questi le parole degli stessi madrileni, a rovinare l’umore dei tifosi e della squadra arrivano le dichiarazioni di De Laurentiis. Le sue sono dichiarazioni che risultano inopportune e sembrano quasi senza senso, a meno che non si immagini, come ha fatto qualcuno, che avesse un piano diabolico per distogliere l’attenzione dalla sconfitta. Comunque, questa possibilità mi sembra abbastanza remota, a meno di scoprire che stiamo vivendo in una realtà parallela.

Il presidente parla della cazzimma che i nostri non avrebbero messo in campo. Il presidente sbaglia perché sul campo si sono viste 2 squadre che vivono su pianeti diversi. Forse lo stesso Sarri, che ha fatto del gioco e del lavoro i suoi cavalli di battaglia, ha capito che ad un certo punto il gioco non può nulla. La cultura del lavoro è fondamentale per arrivare in alto, ma poi, per salire sull’ultimo gradino serve altro. E questa partita ce lo ha dimostrato. Ci ha dimostrato a che punto è questo Napoli. Credo che Sarri inizi a capire dove possa arrivare questa squadra. Questa partita ha dimostrato a Sarri e a tutti i tifosi che il Real Madrid è ancora lontano. Il gioco, il bel gioco, si ferma dove arrivano blasone, denaro e campioni. La differenza di fatturato e di qualità dei campioni ha avuto la meglio. Gli avversari erano superiori sulla carta e lo sono stati anche sul campo.

L’unico modo per vincere o fare meglio di quanto fatto sarebbe andare oltre le proprie capacità, sublimare il gioco e le proprie qualità personali. Questa eccezionalità si è vista solo nel gol di Insigne, un momento azzurro contro il mare di unica qualità avversaria. Questo è il Napoli, ne dobbiamo prendere coscienza. Questo è il Napoli, un’ottima squadra, tra le migliori italiane, tra le migliori europee, ma ancora lontano dalla vetta. E’ una squadra che deve ancora lavorare per trovare quella chiave per stare allo stesso tavolo con le grandissime, senza avere l’invito per partecipare alla loro festa. Lo diceva lo stesso Benitez, al Napoli deve andare tutto bene per raggiungere il massimo. Il Napoli deve centrare il momento giusto, affidarsi anche alla fortuna, convincersi oltremodo di essere più di quello che si è, andare oltre se stesso. Altrimenti, il gioco in sé si fermerà sempre dove arrivano blasone, denaro e campioni.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli


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