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hamsik_primo_golGuardi il cielo e sette stelle illuminano il cammino degli uomini, sono le sette stelle del Piccolo Carro, che con la luminosa Stella Polare guidarono la navigazione degli antichi marinai. Ma sette sono anche le stelle del Grande Carro dell’Orsa Maggiore, costellazione prossima nel cielo al più piccolo carro dell’Orsa Minore, ma riferimento importante nelle notti d’estate e non solo. L’Orsa Maggiore è ricordata da molti giovani della mia generazione come la costellazione guida e ispiratrice della scuola di Hokuto, la scuola di arti marziali di Ken Shiro, Ken il guerriero, cartone animato che ha fatto impazzire milioni di ragazzi. Le stelle sono guida, sono guida per il nord, per battere il settentrione, non a caso l’Orsa Maggione (Ursa Maior in latino) era identificata dagli antichi romani come dei Septem Triones, da cui il termine Settentrione. Non è il nord calcistico ricco, è la provinciale Bologna, ma le sette stelle del carro, quello piccolo e quello grande, portano a conquistare parte del nord, una parte del nord nemica sul campo e nemica sugli spalti, che anche ieri sera ha dimostrato livore e razzismo.

Guidato dalle sue stelle, il Napoli non lascia scampo agli avversari. Sono sette le stelle, e sette i gol degli azzurri (vedi i gol). Va a segno Hamsik per 3 volte, e per 3 volte Mertens, e mette il segno sul cartellino anche Insigne. Sette perle, sette bellezze, sette stelle che illuminano ancora il percorso azzurro, sette momenti di gioia mai vissuti prima. Mai il Napoli aveva segnato così tanti gol in trasferta in una singola partita. Di questo Napoli ne vorresti uno al giorno, per ogni giorno della settimana. Sette è il numero perfetto, è il numero dei colori dell’arcobaleno, delle Pleiadi, le sette sorelle vicine nel cielo notturno, oppure dei vizi capitali, delle virtù o dei sacramenti. Sono sette i re di Roma e sette i nani di Biancaneve o le sette sfere del drago Shenron di Dragon Ball. E questo numero ha ancora tanti altri significati esoterici e magici e ricorrenti nella storia. A questi aggiungiamo le sette perle azzurre, le sette prodezze di Hamsik e compagni. La partita è nelle sette prodezze, ma anche nel rigore parato da Reina, nell’unico gol concesso agli avversari, dopo che lo stesso portierone azzurro si era prodigato in un grande intervento. Tra le sette stelle c’è il tuffo alla Shaolin Soccer di Hamsik, l’annuire dinanzi alle telecamere dopo il gol. Tra le sette stelle c’è la spregiudicatezza incauta dei bolognesi, che sullo 0-1 regalano un contropiede agli azzurri, che con gli spazi regalati ci vanno a nozze. Il contropiede è agevolato da Zielinski e sfruttato da Insigne.  Tra le sette stelle c’è il beffardo Mertens che inganna il beffato Mirante, con un calcio di punizione che lo lascia inerme. Tra le sette stelle c’è l’assist sul filo del fuorigioco di Zielinski, la fuga di Mertens, e il dribbling su Mirante. Tra le sette stelle c’è Mertens che si vede regalare un pallone sui piedi, scappa, dribbla un avversario e serve il compagno Hamsik, che centra l’incrocio dei legni opposto. Tra le sette stelle c’è Hamsik che ci prende gusto, ancora di destro, ancora a giro, ancora all’incrocio, ancora Mirante battuto, ancora il capitano. Tra le sette stelle c’è infine e ancora Mertens, che sguscia tra le maglie della difesa avversaria come un coltello nel burro, e batte per la settima volta il portiere stabiese. E voglio dimenticarmi dell’azzardo di Callejon, che lascia i compagni senza il suo supporto, per un rosso che avrebbe potuto evitare per non mettere in pericolo la partita.

Le sette stelle guida, come l’Orsa nel cielo, che guida a nord, così le sette perle del Dall’Ara guidano il Napoli lungo la sua strada, una strada lastricata di vittorie. Le sette stelle guidano gli azzurri da 17 partite (12 di campionato, 3 di Champions League e 2 di Coppa Italia), 17 partite consecutive che non hanno mai visto il Napoli perdere, che non hanno mai visto il Napoli sconfitto sul campo. Le sette stelle sono quelle che guidano la passione azzurra, sono le sette stelle che devono portare gli azzurri verso successi più grandi, verso vittorie importanti. Le sette stelle sono il faro per cercare la via della luce quando il buio è fitto, sono l’allarme per rendersi conto di chi siamo e chi vogliamo essere. Le sette stelle sono un dolce momento che ti rammenta il passato e ti fa presagire il futuro. Le sette stelle sono la via verso il nord, verso il nord di Roma, quello di Milano o quello di Torino. Le sette stelle sono la via per la gloria, la via per la Spagna, la via per Madrid!

La mia sul Napoli

Crescenzo Tortora