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callejon_festeggiaCon la vittoria casalinga contro i viola di Sousa il Napoli non perde da 15 partite (10 di Campionato, 3 di Champions, 2 di Coppa Italia). 15 partite, dopo la sconfitta allo Stadium, che ci svelano un Napoli in continua evoluzione. Il Napoli è come un sistema operativo messo sul mercato, che viene migliorato continuamente dai suoi sviluppatori, che forniscono anche aggiornamenti e versioni a prezzo maggiorato e con più funzionalità. Gli sviluppatori SSC Napoli, proprio pochi giorni fa avevano rilasciato la versione 2.0. La versione 2.0 era quella del Napoli che riesce a recuperare il risultato in extremis e che vince pur non dominando, difendendo strenuamente il risultato. E questo si era visto con il pareggio con la Fiorentina e la vittoria con la Sampdoria, agguantati allo scadere, e poi con una partita vinta senza dominare, vinta difendendo il risultato, con il Milan. Oggi il Napoli esce con la versione 2.0 Plus. E’ un Napoli che ci fa vedere tutto, un Napoli che gioca una partita che non ci aspettavamo.

Ed ecco che la Fiorentina non mette piede nella metà campo azzurra per ben 10 minuti dall’inizio della gara. Sono 10 minuti filati, nei quali il Napoli ha completo possesso del campo. L’antivisus marcato Napoli funziona egregiamente. E il Napoli limita i movimenti avversari, che non possono che tentare di arrivare oltre la metà campo solo con palle lunghe. E 45 minuti saranno i minuti nei quali il Napoli sarà tiranno, concedendo pochissimo gioco agli avversari e solo poche possibilità nella sua area. Il Napoli è stato per buona parte del primo tempo in pieno possesso delle sue sorti, bello come un Mac della Apple e ordinato e sistematico nel gioco come un sistema operativo Linux.  Il Napoli arriva spesso davanti alla porta avversaria, cerca di sfruttare i cross dalle fasce per l’esordiente Pavoletti (per la prima volta dal primo minuto), ma non è mai decisivo. Evidentemente, esistono ancora dei bug nel programma “cross per Pavoletti”, che vanno eliminati. E un aggiornamento “non crossate come Maggio” sarà presto online. E puntualmente, il Napoli crea la superiorità sulla fascia sinistra, dove genererà la maggior parte delle sue azioni. Su quella fascia Insigne, Hamsik e Strinic fanno quello che vogliono. Questa è una funzionalità vecchia del sistema operativo Napoli, è “la catena di sinistra” che viene migliorata nei dettagli, è più precisa, senza bug, e gira più velocemente sul campo da gioco. La Fiorentina si ritroverà spesso con una voragine sul lato destro della sua difesa, perché Sanchez si alzerà spesso dalla linea difensiva a 4, per andare a pressare alto Insigne, ma verrà spesso saltato, lasciando praterie agli azzurri. Pavoletti si divorerà un’occasione e Insigne è pericolosissimo su punizione diretta, centra il palo e ne centrerà un altro anche nella ripresa. Insigne è in versione boscaiolo, “Lorenzo il boscaiolo” è il nuovo gioco disponibile con la piattaforma, un arcade. L’obiettivo è di raccogliere più tronchi, il protagonista è un napoletano che li spezza con i piedi.  Ma nonostante questo dominio, e una forte limitazione degli avversari, la Fiorentina arriva in un paio di occasioni davanti a Reina. Il nuovo sistema operativo ha un firewall molto attrezzato e i recenti aggiornamenti rendono il sistema operativo totalmente immune ad attacchi esterni. Il “firewall Pepe” blocca tutto. Reina è in giornata, saranno svariati i suoi interventi (anche nella ripresa), ma è in questo primo tempo che fa il miracolo su Astori, è un muro, è una saracinesca, è decisivo. In controtempo riesce a smanacciare un pallone destinato ad entrare in rete.

Nel secondo tempo cambiano le cose, il Napoli si allunga in più occasioni e la Fiorentina prende fiducia. Sembra che il Napoli sia più lento. Forse paga il primo tempo giocato a mille, speso pressando alto, con la difesa sempre nei pressi del centrocampo. Un calo fisico non è da escludere. Evidentemente il sistema operativo e il processore hanno  bisogno di qualche aggiornamento, perché il computer gira lentamente e la ventola si sta surriscaldando. Nonostante la Fiorentina abbia iniziato a fare il suo gioco, è il Napoli che ha le occasioni più pericolose, proprio dopo un salvataggio di Reina: un tiro di Insigne e un’altra punizione di Insigne, che impatta sulla sua seconda traversa. Poi è tempo del gol di Callejon. Diawara recupera un pallone e fa partire l’azione. Insigne allarga la difesa e crea lo spazio per Hamsik. Parliamo ancora degli spazi, di quegli spazi che sono il Santo Graal del calcio, un po’ come la RAM in un computer, avere tanta RAM significa avere tanta memoria e migliori performance di programmi che ne hanno bisogno. E così gli spazi sono essenziali per trovare sbocchi nel calcio. Come già accaduto contro il Milan in occasione del gol di Callejon: un uomo arriva da dietro e si butta nello spazio creato. A questo punto Hamsik non può che giovarsi delle sue doti tecniche, il computer è attaccato alla presa e lo schermo è luminoso, luminoso proprio quanto questo assist di Hamsik. Lo slovacco indossa gli occhiali 4D e vede attraverso lo spazio-tempo, attraverso una realtà quadridimensionale, ed è spettacolare. Vede Callejon in mezzo e lo serve al millimetro. Callejon è in garanzia, non ha paura di rompersi, impatta il pallone con tutta la forza che ha, anche a discapito del suo capello gelatinato. E spezza le mani del portiere. Gli ultimi 10 minuti e il cospicuo recupero vedranno il Napoli in versione Premium, in versione alternativa. Il Napoli lotta, resiste, difende il risultato. In anteprima nelle ultime settimane. Presto in tutti i negozi. I cambi di Sousa non cambiano le sorti del match, e non basta la grinta viola. Si registra anche l’espulsione di Hysaj e quella di Olivera allo scadere. Il finale è di un Napoli ancora più inedito, è il finale del Napoli ostruzionista, del Napoli che perde tempo e spende tutte le sue energie, con mezzi onesti e meno onesti, per chiudere la partita. Il Napoli fa partire il programma “cazzimma” in background. Non mi piacciono questi atteggiamenti, lo devo ammettere, ma va preso atto che il Napoli termina con rabbia e grinta, e con quella tanto agognata cazzimma, che tanto abbiamo invocato e quasi mai trovato, è la “garra”  di Benitez, sì, il romanticismo di cui ho parlato in passato (leggi i pezzi:  Il Napoli è una squadra illuminista, ma un po’ di romanticismo non guasterebbe e Milan – Napoli, dopo la ragione, il sentimento e la passione).

Il Napoli si adatta sempre più al match in corso, ma non si snatura completamente, ricorda chi è, e cerca di sfruttare tutte le armi in suo possesso. Il sistema operativo è multifunzionale e flessibile, adatto ad ogni macchina. E consente di avere svariati aggiornamenti, molte funzionalità e programmi veloci ed efficaci. La rosa è abbastanza larga, c’è abbondanza in alcuni reparti, l’hard disk azzurro è di 1 Terabyte.  Ma la storia del Napoli non si ferma oggi. Gli azzurri sono attesi da altri impegni, ben più difficili. Presto toccherà al Real Madrid, e marzo li vedrà affrontare una tra Juventus e Milan in Coppa Italia, Roma e ancora Real Madrid. Sarri e i suoi prodi devono continuare sulla strada del gioco. Ma è interessante notare come sia stata intrapresa anche quella dell’aggiornamento, del miglioramento, delle alternative tattiche e tecniche. Deve continuare con questa consapevolezza. Sì, forse vedremo altre versioni del Napoli, altre sfaccettature mai viste, e che renderanno questa squadra ancora più unica. E vi chiedo: “a voi cosa piacerebbe vedere?” Anche se, forse, questo Napoli ha già mostrato quasi tutto il bello del calcio.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli