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insigne_esulta_milan-napoliMilan – Napoli è una tappa importante per il Napoli di Sarri, perché porta la squadra ad un nuovo livello della sua crescita. Milan – Napoli è la partita che ci mostra il solito Napoli, ma anche un nuovo Napoli, quello che vince senza la ragione, quello che soffre e difende il risultato con tanta passione. A San Siro, parte il solito Napoli, è subito spettacolare, pressa alto, copre gli spazi, cerca gli spazi. E’ attento al Milan di Montella, che cerca di bloccare la partenza dell’azione azzurra. Mentre il Milan tiene il pallone il Napoli riparte e arriva al gol grazie alle doti tecniche dei suoi. Questo primo gol è il manuale del contropiede. Il Milan attacca, è alto, e il Napoli recupera palla con Jorginho. Parte Allan, che serve largo sulla destra Mertens. Il belga, senza nemmeno alzare lo sguardo, serve con un cross Insigne, dal lato debole dell’attacco azzurro. Sa che ci sarà poca densità rossonera da quel lato, e infatti Insigne è libero, ma è rincorso dagli avversari, con Abate alto e lontano. Lo stop è delicato e orientato. Il tiro, di sinistro, è preciso e potente. Donnarumma si allunga, devia il pallone, ma è sconfitto. E’ il suo sesto gol stagionale. Non è la prima volta che il Napoli di Sarri ci mostra questa soluzione. Già in passato un azzurro molto largo ha crossato per cercare l’uomo libero, dove la copertura avversaria non può che essere deficitaria. E la stessa filosofia viene utilizzata sui calci d’angolo (vedi, ad esempio, il gol di Maksimovic). Il Napoli macina gioco e segna ancora. Ancora Mertens dalla destra, ancora assist. Questa volta il passaggio è nello spazio per Callejon, che arriva in corsa da dietro. Poi l’angolo stretto e il pallone sotto le gambe di Donnarumma. Sembra che il Napoli possa segnare ancora. Questa volta non è l’assist man, ma il possibile finalizzatore, Mertens viene servito a due passi da Donnarumma da Allan. Ma spreca una ghiotta occasione, un gol avrebbe potuto chiudere i giochi. Dopo la mezzora, il Napoli perde campo, e il Milan si fa avanti. Eppure, il Napoli tenterà di tenere la difesa alta, ma la pressione del Milan è applicata bene e mette in difficoltà i difensori azzurri. A dieci minuti dalla fine del tempo, i rossoneri accorciano le distanze. Kucka va in pressione su Jorginho, che riceve una palla difficile da Tonelli, e il brasiliano la ridà male al compagno. Tonelli è messo male, e concede la palla agli avversari furenti. Il Milan recupera e Kucka può andare in fuga e segnare. Tonelli è sembrato in difficoltà in alcuni fragenti, e commetterà almeno un altro grave errore nel secondo tempo, ci metterà una pezza Albiol. Il secondo tempo sarà sofferto, il Napoli sarà costretto a ripartire spesso da Reina, per la pressione avversaria. Quando possibile, tenterà di fare il suo gioco, con pressione e difesa alta, ma sarà costretto a concedere molto gioco ed occasioni agli avversari. C’è anche una opportunità per Mertens, sì ancora lui, solo in fuga tra le linee avversarie, ma sbaglia ancora. Il Napoli resiste strenuamente agli attacchi avversari. Questo Milan non basta per superare il Napoli 2.0. Gli azzurri di Sarri hanno la meglio.

Le statistiche del match sono atipiche per il Napoli (le statistiche sono estratte da WhoScored). Non capita spesso di dover vedere un Napoli messo in difficoltà e che fa meno possesso palla degli avversari (43%), o che tiri meno in porta (9 vs 13), o che faccia meno passaggi (490 vs 637), o che sbagli più passaggi (79% vs 87%, le percentuali di passaggi riusciti), o che faccia più falli (16 vs 15), o che spazzi la palla molte più volte dell’avversario (27 vs 10). Ma queste statistiche e il cuore buttato oltre l’ostacolo ci dipingono un Napoli nuovo. Scopriamo che il Napoli può cose che gli erano sconosciute. Già con la Fiorentina aveva dimostrato un’anima latente e flebile di stampo Mazzarriana, agguantando il pareggio in extremis. E ancora con la Sampdoria, all’ultimo secondo, era arrivato il gol della vittoria di Tonelli. Ma con il Milan ha fatto di più, questo Napoli, dopo un inizio da calcio spettacolo, prodotto della ragione tattica di Sarri, è costretto dagli avversari a difendersi. Per difendersi deve snaturarsi. Ma cerca di farlo rispettando se stesso, lo fa non solo con la testa, ma con il cuore e vince una partita sporca. Vince non dominando, in modo alternativo. Dopo la ragione, ci mette il sentimento e la passione: è una squadra meno razionale, un po’ più irrazionale, era quello che avevo chiesto durante la scorsa stagione (leggi il pezzo: Il Napoli è una squadra illuminista, ma un po’ di romanticismo non guasterebbe). Nasce un nuovo Napoli, un Napoli che può essere anche altro, che può anche vincere senza dominare, che può vincere all’ultimo secondo, che può andare lontano. Dopotutto le grandi squadre vincono anche così. E la prossima tappa sarà martedì con la Fiorentina. Al San Paolo per un altro difficile impegno, ma con la ragione, il cuore e il sentimento del nuovo Napoli e del tifo azzurro.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli