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Abbiamo discusso in varie salse e allo sfinimento di quanto il Napoli abbia bisogno di migliorare sui calci piazzati, e questa stagione sembra aver mostrato un cambiamento di rotta, quantomeno rispetto alla prima stagione di Sarri. Finalmente si vedono degli schemi e dei movimenti che, almeno da calcio d’angolo, portano al gol (leggi qui).

I gol da calcio piazzato sono importanti, ma in proporzione quanto importanti rispetto a quelli su azione? Per scoprirlo ho deciso di andare a studiare le statistiche dei gol delle ultime 8 stagioni di Serie A (compresa la stagione in corso, utilizzando i dati fino alla giornata 18), estraendo le statistiche dal sito WhoScored (col tempo ho notato che ci possono essere discrepanze rispetto ad altri siti di statistica, ma i risultati non dovrebbero cambiare dal punto di vista qualitativo). In accordo al sito di statistiche dividerò i gol in varie categorie, in base al tipo di azione che ha condotto al gol: a) calcio piazzato, b) rigore, c) gol su azione a difesa schierata, d) contropiede. Effettuerò delle medie del numero totale di gol e le medie del numero di gol da calcio piazzato, rigore, su azione e da contropiede, rispetto al numero totale segnato per ogni singola squadra e per tutte le squadre in un singolo campionato. E mostrerò anche un intervallo che fornisce una stima della distribuzione di questi dati (alla fine del pezzo spiego meglio il significato di queste grandezze).

Gol totali medi in Serie AIn media, dalla stagione 2009/10 alla precedente, la media di gol a squadra è stata di circa 48 reti, con il 68% (circa 2/3) delle squadre tra 37 e 61 gol. Ovviamente le migliori squadre sono lontane da questo valore medio. Questi risultati sono mostrati nella figura allegata sulla destra, dove grafico il valore medio e la largezza della distribuzione (simboli neri uniti da rette per le medie, mentre la distribuzione che contiene la maggior parte delle squadre è delimitata dalla regione grigia). E ho graficato con delle stelle le statistiche di Napoli (blu), Juventus (grigio scuro) e Roma (rosso). Da notare come i gol segnati in stagione da queste 3 squadre abbiano avuto una tendenza ad aumentare (fatta eccezione per la stagione 2014/15), mentre la media effettuata su tutte le squadre (simboli neri) è rimasta la stessa. Questo risultato è una dimostrazione in numeri del fatto che il divario tra le prime e le altre è andato aumentando.

Ma la cosa più importante di questa mia analisi riguarda la ripartizione dei gol, e il contributo che hanno dato i diversi tipi di gol. Riporto questi risultati nella figura seguente, dove, come per l’immagine precedente, mostro anche le statistiche specifiche di Napoli, Juventus e Roma.

stats_vari_seriea

Calci piazzati. Il dato che balza all’occhio è che in media i gol da calcio piazzato hanno avuto un balzo repentino dalla stagione 2011/12 alla stagione 2012/13. A dire il vero ho pensato a qualche errore, ma una cosa simile si ripete anche per altri campionati, che però mostrano questo balzo più recentemente. Si passa in media da meno di 10% di gol segnati da calcio piazzato, ad una media costante di 22-24%. Da notare come la Juve distribuisca sempre bene i suoi gol in calci piazzati, spostandosi sopra e sotto la media. Il Napoli è sempre sotto la media nelle ultime stagioni, ed è interessante notare come sembra aver cambiato meno (rispetto all’andamento generale) le sue statistiche dalla stagione 2009/10. Dopo il calo della passata stagione, in questa prima parte di campionato sembra aver ripreso i ritmi delle 2 stagioni di Benitez, assestandosi intorno al 15%.

Rigori. I rigori si sono tenuti in media costanti negli anni, la media per squadra è intorno al 10% a stagione. Da notare come Juve e Roma siano sopra e sotto la media, mentre il Napoli finalizzi meno attraverso rigori rispetto alla media stagionale delle squadre di Serie A (un’analisi successiva dovrebbe tenere anche in conto dei rigori assegnati e non solo di quelli segnati). Interessante il dato di questa stagione, mentre Juventus e Napoli hanno segnato solo il 5% dei loro gol attraverso rigori, la Roma è completamente lontana dalla media, la squadra di Spalletti ha segnato addirittura il 24% dei suoi gol (un quarto!!) dal dischetto.

Su azione, a squadra schierata. Per quanto riguarda i gol su azione a difesa avversaria schierata, la media va da circa 55% a 67%, con un incremento dalla stagione 2011/12 a oggi. In media, Juventus e Napoli segnano molti dei loro gol su azione, e spesso anche la Roma, questo è ovviamente merito delle loro migliori qualità tecniche e tattiche, che permettono loro di tenere maggiormente il pallone e trasformare molte delle loro azioni in gol. Interessante un dato sul Napoli, che nelle ultime 3 stagioni ha segnato circa l’80% dei suoi gol attraverso un’azione con gli avversari schierati. Quindi, questo è avvenuto sia nell’ultimo altalenante Benitez che con Sarri. La Juventus, invece, è in media.

Contropiede. L’andamento positivo notato nel pannello dei gol su azione è bilanciato dalla diminuzione sistematica dei gol da contropiede, un declino costante dalla stagione 2011/12. Siamo passati dal 12% all’attuale 0%. Da notare come il Napoli abbia segnato molti gol in contropiede durante il primo Benitez, quasi in continuità con la squadra che aveva lasciato Mazzarri, mentre nelle ultime 3 stagioni i contropiedi sono andati giù drammaticamente, come la media dell’intera Serie A.

Riassumo:

  • In Serie A, negli anni si è avuto un aumento repentino dei gol dai calci piazzati (in termini assoluti e in % rispetto ai gol totali), mentre i rigori sono rimasti costanti. Non è chiaro il motivo del drastico aumento tra le stagioni 2011/12 e 2012/13, ma è possibile che gli allenatori italiani abbiano iniziato a dedicare molta più attenzione a questo tipo di soluzione offensiva.
  • In Serie A, negli ultimi anni si osserva una diminuzione continua dei gol da contropiede e un aumento dei gol su azione con difesa avversaria schierata. E’ possibile che l’aumento di divario tra le migliori e le peggiori abbia portato quest’ultime a sbilanciarsi poco e quindi a non concedere contropiedi alle avversarie. Mentre il cambio di gioco che è avvenuto negli ultimi anni, grazie all’arrivo di allenatori che stanno proponendo un gioco diverso (Benitez, Spalletti, Sarri, Montella, Sousa, ecc.) ha portato a preferire il gioco propositivo, e meno quello ostruzionistico, favorendo i gol su azione con difesa schierata. Questo è ovviamente merito delle squadre prime in classifica, che contribuiscono con le loro alte percentuali all’aumento della media dei gol su azione degli ultimi anni. Non va però dimenticata la storia di alcune piccole che hanno scelto il gioco (come l’Empoli di Sarri o il Sassuolo di Di Francesco). Più gioco significa anche meno gol di rimessa.

Quindi, i numeri confermano un cambio di registro in Itala, arrivano nuove idee e il calcio cambia. Prende piede un gioco più propositivo, che allunga sul buon vecchio contropiede all’italiana, non dimenticando un’arma importante come quella dei calci da fermo.

In futuro ho in programma l’analisi di altri campionati europei.

Approfondimenti sulla metodologia

Ho calcolato delle quantità medie, ma al posto della media aritmetica standard uso la mediana, che fornisce una sorta di valore medio (fatemi dire in questo modo), ma si fa influenzare meno da valori che si discostano molto dal valore medio. Questo è utile nel caso vi sia una squadra che ha segnato molti più gol o molti meno gol rispetto alle altre, influenzando molto la media delle 20 squadre di Serie A. In qualsiasi analisi statistica, i dati sono distribuiti attorno ad un valore medio, perché ovviamente le squadre segnano un numero di gol diverso le une dalle altre e ripartiscono i gol diversamente tra le varie situazioni di gioco. Quindi ho fornito una stima della larghezza di questa distribuzione di dati, utilizzando una metodologia tipica in statistica. Utilizzerò i percentili (16simo e 84simo percentile), che includono il 68% (circa 2/3, due terzi) delle squadre che hanno la statistica più prossima alla media. Quindi considerate queste regioni come una stima della distribuzione dei valori, che racchiude circa 2/3 delle squadre con valori più prossimi al valore medio. Le mediane sono plottate come quadrati neri collegati da linee continue, mentre i percentili sono graficati come regioni grigio-chiaro. Nel testo, per semplicità, ho utilizzato il termine medie, invece di mediana.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli