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“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di unire come poche altre cose. Parla ai giovani in una lingua che comprendono”. Nelson Mandela era questo. Una persona che ha dato tanto al Mondo intero. In ogni settore, in ogni ambito della società e soprattutto nello sport. Il giovane Mandela, negli anni 50’, era un pugile di assoluto livello in un Sudafrica devastato dall’ apartheid. Poi i lunghissimi 27 anni di carcere. Mandela è stato il primo presidente nero del Sudafrica. Durante il suo mandato ha dovuto gestire il Mondiale di Rugby, sport in quel periodo vietato ai neri. Il rugby era lo sport dei ricchi, lo sport dei bianchi. Ma proprio questo evento sarà il simbolo dell’unione del Sudafrica. Come ricorda anche il film “Invictus”, Madiba, nel giorno della finale tra Sudafrica e Nuova Zelanda, scese in campo indossando la maglia del capitano Pienaar. Dopo attimi di sorpresa, lo stadio esplose inneggiando a Mandela. Dopo il miracolo rugby, il premio Nobel Mandela si dedicò al calcio e in particolar modo all’assegnazione della rassegna mondiale di Calcio per la prima volta nel continente africano. Nei primi anni del nuovo millennio Madiba vincerà ancora: il mondiale era del Sudafrica. L’ultima sua apparizione pubblica è avvenuta proprio in occasione della finale mondiale tra Spagna e Olanda nella quale fece il giro dello stadio tra la folla in visibilio. Mandela ha sempre visto lo sport come un qualcosa di potente, di magico. Un settore che non divide ma che unisce. Il mondo intero piange la sua scomparsa, il mondo ha perso un personaggio storico che ha dato tanto. Lo sport piange Mandela. Lo sport e Mandela: un binomio racchiuso in una frase della leggenda :”LO SPORT RIDE IN FACCIA A TUTTI I TIPI DI DISCRIMINAZIONE”. Grazie di tutto Madiba.

Luigi Iervolino