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mertens_saluta_la_curvaCon la mente al Real Madrid, il Napoli non deve abbassare la guardia e continuare la sua corsa al secondo posto. Il Torino è un affare non banale, che però il Napoli sbroglia con 5 reti, nonostante lasci agli avversari la speranza di riacciuffare il pareggio. E’ un Napoli strabiliante ma anche un po’ traballante. Non c’è storia. L’aggettivo per questo Napoli è strabiliante. Dopo 22 minuti di gioco, i tifosi potrebbero alzarsi e andare a casa, perché la partita è praticamente chiusa. In 9 minuti Mertens va in rete per ben 3 volte: sfruttando uno schema da calcio d’angolo, segnando senza colpo ferire un rigore propiziato da un assist al bacio di Insigne, e ribattendo in rete una palla respinta da Hart su un tiro di Callejon. Il Napoli è indomito, Mihajlovic non sa che fare, e il Torino sembra essere venuto a Napoli per una vacanza. Il Napoli ha il dominio del campo, e gli avversari sembrano dei birilli inermi di fronte alla qualità del palleggio degli azzurri, un palleggio veloce, preciso, con palla nel breve e nel lungo e mille alternative per arrivare alla porta. Ma il Napoli consentirà una prima volta agli avversari di farsi sotto, con un’indecisione in fase difensiva, che consente a Belotti di arrivare al gol. E’ un Napoli che, se non gioca come sa, può lasciare delle occasioni pericolose. Serve sostanza in una fase nella quale il Napoli sembra in calo, e Jorginho, dopo una buona gara, lascia il posto alla forte presenza di Diawara. Ma passa qualche secondo e il Napoli fa anche il quarto gol. E’ il turno di Chiriches, che segna il suo secondo gol stagionale. Il rumeno va in anticipo e recupera palla davanti alla sua area. Poi passa a Mertens e si propone in attacco, guarda il suo compagno, segue i suoi movimenti e si accentra, Mertens la dà larga a Callejon, che vede in mezzo il caparbio Chiriches, che da solo in mezzo all’area segna il suo gol. Il Napoli è anche questo. Ma gli azzurri hanno un male incurabile, soffrono ancora cali di concentrazione, Reina sbaglia una presa e Rossettini insacca, nonostante vi sia una carica sul portiere. Il Napoli tenta di resuscitare gli avversari, ma Mertens dice basta, è la sua giornata e la vuole rendere ancora più unica. Il belga chiude i giochi con una magia che lascia di stucco tifosi e addetti ai lavori, quello che fa è incredibile. Il pallonetto che si insacca alle spalle di un incredulo Hart è perfezione, è il calcio, il più bel calcio. Con questa rete e il suo poker, il belga entra nella storia azzurra: è l’unico azzurro nella storia, insieme a Jeppson, Vinicio e Savoldi, ad avere segnato 4 gol in una partita del campionato italiano. Nel finale, Callejon spinge Iago Falque, è rigore, lo spagnolo segna dal dischetto. Ma è troppo tardi e la partita si chiude sul 5 a 3.

Il Napoli cerca di farsi del male, ma 5 gol segnati sono troppi anche per darla vinta al masochismo azzurro. Il 5 – 3 è un risultato fasullo, perché la prestazione del Napoli è stata di gran lunga superiore a quella degli avversari, che non hanno potuto nulla contro la potenza di gioco degli azzurri. Gli azzurri si sono praticamente segnati 3 gol da soli. Il Napoli è strabiliante ma anche un po’ traballante. La squadra di Sarri va a punti da 9 gare, 6 di campionato e 3 di Champions League, ne ha vinte 5 e pareggiate 4. Ha vinto le ultime 4, riprendendo la corsa per riacciuffare il secondo posto, segnando 3.75 gol di media e addirittura 4.3 gol di media a partita nelle ultime 3 gare di campionato. Ora è il turno della Fiorentina, per chiudere in salita questo scorcio di campionato, per mangiare panettone, mustaccioli e struffoli in serenità.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli