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mertens_esultanzaIl Napoli ha superato egregiamente un periodo che è stato avaro di risultati e non ha per nulla mostrato il suo aspetto migliore ai colori azzurri.  Dopo un periodo altalenante, che ha messo in seria discussione le certezze azzurre, nelle ultime partite il Napoli ha convinto e vinto con l’Inter, ha conquistato il passaggio del girone di Champions con il Benfica, sfoggiando una delle sue prestazioni migliori, e ha demolito il Cagliari nella sua terra, con un perentorio 0 a 5.

La certezza del presente. E per la qualità del gioco, per il risultato tondo tondo e per la concentrazione difensiva, la partita col Cagliari è stata il manifesto di una squadra che non ha paura di nessuno. E’ stata il manifesto di una squadra che gioca il suo calcio, sempre e comunque, che ha come unico obiettivo far male l’avversario, con la sua difesa alta, il pressing alto, la copertura omogenea degli spazi, la ricerca degli spazi in fase offensiva. E questo può essere possibile se tutti gli uomini sono in forma. Questo è possibile se Insigne ritorna al suo stato ideale, fisicamente e mentalmente, se Mertens è in giornata e dà sfogo alla sua classe con 3 perle che gli valgono la conquista del pallone della partita. E questo è possibile se il capitano decide di prendere per mano la squadra, come ha fatto in queste ultime partite, segnando e migliorando il suo score storico, avvicinandosi al record di gol di Maradona. E questo è possibile perché, come non mai, oggi il Napoli può contare sulla libertà del doppio ruolo, soprattutto a centrocampo. Zielinski è l’acquisto più riuscito, da subito è diventato una delle tre mezzali titolari. Con il Cagliari mostra ancora una volta le sue capacità balistiche, con un bolide da fuori area. E questo è possibile, perché Callejon è indispensabile, e la difesa è in gran forma. E questo è possibile anche se manca Higuain, anche se manca Milik, e questo è possibile anche se il Napoli ha bisogno di un nuovo attaccante, è possibile anche se non tutto è risolto.

L’incertezza del futuro. Il Napoli vive la certezza del presente, mentre in lontananza sembra materializzarsi il futuro prossimo, un futuro quanto mai incerto. Questo futuro si chiama Real Madrid. Agli ottavi di finale di Champions League, il Napoli affronterà i blancos di Madrid. Prima al tempio del calcio, in quel Santiago Bernabeu che ha ospitato fior di campioni, e il ritorno a casa nostra, nel fortino azzurro, nel cuore di Napoli. E’ un’impresa ardua, la più ardua per il Napoli di De Laurentiis. Forse sarà una sconfitta certa, ma il calcio è anche questo, è l’incertezza del futuro, l’incertezza che diventerà certezza solo quando si calcheranno quei prati verdi, a Madrid e a Napoli. Il Napoli, questo Napoli, è finalmente conscio di se stesso, è conscio dei suoi mezzi, e ha convinto anche la sorte. Ma ha ancora da dimostrare tanto, perché anche in campionato lo aspettano sfide molto più impegnative, la Juventus e la Roma sono gli scontri impegnativi dei prossimi mesi. E l’incertezza è ancora più forte se pensi al Real, se pensi a coloro che ritieni di altra classe, di altro pianeta, galácticos. E l’incertezza è ancora più improbabile dinanzi ad un sogno, dinanzi ad un evento raro per l’azzurro Napoli. Incontrare il Real è quanto di più bello ci possa essere per il Napoli, e significa farsi una chiacchierata con la storia, la propria storia e la storia del calcio. Questa storia era stata sfiorata con Maradona negli anni 80. Tra la certezza del presente e l’incertezza del futuro, il Napoli sogna, io sogno, i tifosi azzurri sognano, e aspettano la gara del San Paolo per trasformare un sogno nel più bel ricordo di una notte di Champions.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli