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hamsik_gol_lazioDopo il pareggio non troppo convincente, ma utile per la classifica, ottenuto in Champions League, avevo chiesto una risposta al Napoli. Avevo chiesto alla squadra di Sarri una risposta sul suo futuro. Cosa vuoi essere Napoli? Per identificare una bella ragazza ma con carattere scontroso si usa la frase “bella ma n’abball”, e avevo chiesto al Napoli se volesse essere solo una squadra bella nel gioco, ma che alla fine raccoglie poco. E ho avuto la risposta. Ma forse quella che non volevo. Non mi basta più il bel gioco, senza concretezza, comincia a darmi fastidio. Cominciano a darmi fastidio i complimenti degli allenatori avversari, complimenti che non danno punti in classifica. Come al solito, la squadra di Sarri ha dominato nel palleggio, nelle conclusioni, ha creato anche delle belle trame di gioco, la Lazio si è difesa strenuamente per lunghi tratti della partita, ma non basta. Non basta più. Arriva solo un pareggio. Gli avversari ottengono quanto pianificato, traendo il massimo dalle poche azioni pericolose concesse dagli azzurri. La solita storia di questi ultimi tempi, colorata da carezze, frustate, schiaffi e pugni.

Come sfondare un muro con delle carezze. Il primo tempo finisce a reti inviolate, e l’impressione è stata quella di un Napoli che tentava di sfondare un muro con delle carezze. Nonostante la Lazio si affaccerà in qualche occasione dalle parti della porta di Reina (lo farà anche nel secondo tempo), è il Napoli che cerca di trovare la chiave per il gol. Ma è troppo poco. Arriva nei pressi dell’area, ma o spreca malamente o non c’entra la porta. La prima azione del Napoli è l’emblema di questa incapacità. Reina lancia di mano per Insigne, che bello, Lorenzo serve Mertens che si accentra e si prepara al tiro, che bello, tira di destro, sembra un buon tiro, che bello, ma il tiro è fuori a portiere battuto e immobile (vedi video seguente). E’ questo il Napoli, e sbaglia, se crede di poter entrare tra le maglie della difesa avversaria con questa scarsa potenza di fuoco. Davanti il Napoli è leggero, manca il peso di Higuain, manca il peso di Milik, e quando entrerà Gabbiadini, nonostante l’impegno, non darà quanto serve. Non darà il peso realizzativo che il Napoli chiede.

La frustata del capitano. La partita si sblocca dopo 5 minuti dall’inizio del secondo tempo. Ghoulam serve tra le linee Hamsik, che è puntuale nella ricerca degli spazi. Lo slovacco arriva nei pressi dell’area, sembra che si fermi lì l’azione, ma si sistema il pallone sul sinistro e scaglia un tiro che sembra una frustata, Marchetti non può nulla. Il capitano azzurro fa quello che spesso gli viene chiesto e che sembra non fare, trascinare la squadra. Lo fa con un’azione personale. Lo fa con l’orgoglio del capitano, che vuole guidare la sua squadra fuori da questa crisi.

Ma servono 2 minuti alla Lazio per pareggiare. E’ Keita, servito tra gli spazi, a segnare la rete dei laziali. Errore di Reina, che non riesce ad andare giù abbastanza velocemente per fermare il tiro, non proprio extraterrestre. Buono il giro palla della Lazio, gli azzurri sono troppo lenti, e la palla arriva fino a Keita. Poi Reina ci mette del suo. Il bel gol di Hamsik è stato inutile. Il Napoli crea e distrugge in un batter d’occhio.

Gli schiaffi di Reina. Uno schiaffo per il Napoli, e un po’ di schiaffi per Reina, e lo stesso Reina si schiaffeggia in testa, a testimoniare che il portiere azzurro si sia reso conto del grave errore, un errore, che ancora una volta penalizzerà il Napoli. Retropassaggi, svirgolate, papere, ecc. ecc, il repertorio di questo Napoli è vasto, e non è solo colpa della sfortuna, c’è un malumore che striscia a Fuorigrotta e a Castel Volturno.

Sarri in versione Goku. Lo stato del Napoli è anche testimoniato dalle reazioni del suo timoniere, che da un po’ di partite si lascia andare a esternazioni rabbiose, che dicono tanto sullo stato nervoso di questa squadra. Questa volta è la panchina che deve subire i pugni di Sarri, o meglio, un’onda energetica alla Goku di Dragon Ball. Evidentemente anche Sarri non si rende conto del perché. Anche il mister non si rende conto del perché questa squadra del bel gioco, del dominio, si sacrifichi all’avversario, e sprechi così tanto in fase da gol.

Il Napoli è una squadra forte, che ha perso la sua punta di diamante, Higuain, scegliendo la via dei giovani per migliorare la rosa. Ma ha perso il suo nuovo attaccante per un grave infortunio, e il sostituto non sembra all’altezza, forse lo sarà, ma ora non lo è. Ma la squadra è forte, e non si spiega quanto stia succedendo, sembra di rivivere il secondo anno di Benitez. Ricordiamo cosa successe con Benitez, alcune delle cause di quel male erano psicologiche. Quindi mi chiedo, sta succedendo qualche cosa in casa Napoli che non sappiamo, e che abbia potuto minare la tranquillità e lo stato psicologico di questa squadra?

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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