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hamsik_besiktas-napoliIn Turchia il Napoli conquista un punto che fa classifica, ma che non mi gratifica. E’ un punto che, dopo lo svantaggio, assomiglia ad una vittoria. E’ un punto che, viste le ultime settimane, sta stretto. E’ un punto che, visto il gioco che può esprimere questa squadra, non gratifica più. O quantomeno non gratifica il sottoscritto. Oggi. Dopo la partita di ieri. Ho messo in risalto, fino ad ieri sera, le qualità del gioco azzurro. Ho scritto e riscritto del bel calcio della scorsa stagione, delle geometrie azzurre che hanno permesso al Napoli della passata stagione di superare svariati record della sua storia. Ho scritto di numeri, statistiche e prodezze. E anche quest’anno, nonostante degli incidenti di percorso, nonostante l’addio del Pipita, nonostante l’infortunio di Milik, nonostante gli errori catastrofici che hanno penalizzato il percorso azzurro, il Napoli è quasi sempre superiore all’avversario. Il Napoli gioca, non sempre al massimo, ma mai ha vinto senza meritare, e invece ha perso partite senza meritare di perderle. Non gira.

Ed è stato superiore al Besiktas per lunghi tratti della partita. Ma la squadra di Sarri si prodiga spesso nelle buone azioni per gli avversari, tentando di regalare palloni d’oro ai bianchi del Besiktas, come in occasione di una splendida azione del funambolico, ma anche un po’ fastidioso, Quaresma. Dopo aver imbambolato due dei nostri, il portoghese crossa in area. Koulibaly viene disturbato da Maksimovic e serve un assist d’oro per Hutchinson, che, fortunatamente per gli azzurri, spara sul palo. Bravissimo Reina a chiudere repentinamente lo specchio della porta.

Pur dimostrando di più, il Napoli è passato in svantaggio. L’arbitro assegna un rigore per un tocco di mano in area di Maksinmovic. Gli azzurri sono poco incisivi a centrocampo, permettendo agli avversari di uscire agevolmente con scambi ravvicinati (vedi video). Il rigore è la parte più semplice della storia. Reina non può nulla.

Ma gli azzurri non si arrendono, e arriva l’atto del singolo, ma solo grazie al lavoro del gruppo. Gli avversari battono una rimessa. Gli azzurri sono racchiusi in un fazzoletto di campo, ci sono ben 7 azzurri a pressare gli avversari. Riescono a recuperare la palla. Diawara serve in mezzo, Insigne è in zona centrale e devia la palla verso Hamsik, mentre Mertens si allarga. Lo slovacco scaglia un tiro a giro verso la porta avversaria. Il tiro è di sinistro, la palla va verso l’angolo opposto, dove il portiere avversario non può arrivare. Il capitano corre come un pazzo per liberarsi della tensione per l’immeritato svantaggio.

Non si può negare il buon gioco del Napoli. Ma questo non è il migliore Napoli, perché quel Napoli, il miglior Napoli, avrebbe rifilato 4 palloni a questi avversari, bravi, ma non imprescindibili. Non solo nel primo tempo, ma anche nella seconda frazione di gioco gli azzurri si presentano davanti al portiere avversario così tante volte che ricordarle una per una sarebbe un’inutile perdita di tempo. Perché tutte vanificate con un tiro scagliato male o una mancanza di precisione nell’ultimo passaggio. Ve le mostro, quasi tutte, nel video seguente. Eccone giusto un paio. Ben prima dei due gol, Callejon si divora un gol che avrebbe potuto gestire meglio, e non voglio tediarvi con il tiro al volo lanciato in curva (anche nel primo tempo aveva tirato alto), oppure con i due tiri scagliati fuori da Insigne, che avrebbero meritato più fortuna.

Il Napoli conquista un punto che fa classifica, ma che non mi gratifica. Non mi basta più giocare bene, bisogna ritrovare la concentrazione difensiva, i gol che fanno male, la buona sorte e i punti importanti. Pretendo troppo? Non credo. Posso permettermi di chiedere questo. Posso permettermelo, dopo aver scritto del Napoli del bel gioco in tutte le salse. Posso permettermelo, perché da tifoso, oltre che da cronista, non ho mai abbandonato questa società e questa squadra. Posso permetterlo, perché ero lì ad abbonarmi dopo la disfatta di Bilbao. Posso permettermelo, perché fino all’ultimo ho sperato che l’altalenante seconda stagione di Benitez portasse ad un successo importante. Posso permetterlo. Io posso permettermelo. Io non sono mai sceso dal carro, non ci sono salito quando si vinceva, io sul carro ci ho fatto casa.

Ora bisogna capire cosa vuole essere questo Napoli. Vuole essere un Napoli di alta classifica che non farà mai l’ultimo salto? Oppure vuole essere, già ora, ciò che può essere, e cioè una squadra che riprende i ritmi della passata stagione? Non sono attratto dal “nuje vulimm vincere”. Ho imparato a convivere con le sconfitte e trarne benefici. Ho imparato a sapere qual è il nostro posto. Ho imparato a capire chi siamo e cosa possiamo fare. Ho imparato nel modo più naturale possibile a gioire di tutto quello che questa società e questa squadra ci hanno regalato. La vittoria non l’ha prescritta il medico, è vero, ma bisogna decidere, o meglio, bisogna capire cosa essere, e uscire da questa indecisione cronica.

Napoli, vuoi restare una squadra bella ma che n’abball?

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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