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calle_golIl Napoli perde allo Juventus Stadium. E non è una novità. Ma ne esce sconfitto giocando una buona partita, anche se sul filo dell’equilibrio. La partita era una di quelle che puoi decidere con un episodio. E’ la partita che puoi sbilanciare con l’errore avversario, con il genio del campione, con un tiro sporco. Ma al Napoli non gira come deve girare. Gioca una buona partita, e regge il gioco fisico Juventino. Ancora una volta la Juventus campione d’Italia teme il gioco azzurro. Il Napoli ci mette impegno, l’applicazione è degna di una partita importante. Non è tutto perfetto, ma la squadra mantiene il campo degnamente. Ma al Napoli non gira come deve girare. Ed è fin troppo generoso con gli avversari in queste ultime settimane. Il Napoli perde una partita che non merita di perdere. La Juventus non ha rubato nulla, perché il campo ha decretato la sua vittoria, ma il Napoli può recriminare con se stesso e con una sorte che non gli è favorevole, o che non lo è più. Ma al Napoli non gira come deve girare. Al primo errore, si fa punire. Sì, l’errore. Quanto può contare un errore in una partita di calcio? Tanto, più di altri sport. Nel calcio uno sbaglio, un errore, una incertezza può fare sbilanciare gli equilibri, può far scaturire un gol e cambiare le sorti di una partita. Il Napoli perde una partita che non merita di perdere. Ma la perde. E’ quello che conta. E quello che conta è lasciare lo Juventus Stadium con l’amaro in bocca. Lasci Torino con il broncio, perché sai di aver giocato una buona partita, meno timida di quella della passata stagione. Il Napoli l’ha giocata alla pari col suo avversario più blasonato. Ma vanifica tutto con errori che si potevano evitare. E’ diventata una prassi nelle ultime partite. Il regalo. Una volta è il retropassaggio, una volta l’incaponimento di un difensore, un’altra è il fallo di reazione gratuito. E un’altra ancora è la svirgolata. Sì, la svirgolata. A questo Napoli capita anche questo. Capita di perdere una partita che non merita di perdere. Pensavamo di non dover più rivedere svarioni come quello di Inler in un Atalanta – Napoli di qualche anno fa, che vide il Napoli sconfitto per 3 – 0. Il paragone con quel Napoli distratto (e non solo con quel gol di Inler) è calzante. In uscita, dopo un calcio piazzato, Inler si impossessa di Ghoulam, e gli fa svirgolare un pallone che serve Bonucci sui piedi. Gran tiro a tu per tu con Reina. Ed è gol. La frittata è fatta. E’ conclamato. Al Napoli non gira come deve girare.

Ma gli azzurri si riprendono, mostrano personalità, fanno quello che sanno fare e arriva il pareggio. Il solito movimento. Insigne crossa in mezzo e Callejon sguscia tra le maglie avversarie, sul filo del fuorigioco, e infila Buffon, con un fendente da cavaliere mascherato, con uno “shot” da cecchino spagnolo, da Spanish Sniper.

Ma al Napoli non gira come deve girare. E sbaglia ancora. Higuain lancia una palla in area per Khedira, Ghoulam respinge. Il centrocampo azzurro è troppo alto, non ha fatto in tempo ad accorciare e nessuno arriva sul pallone. E’ il secondo assist per Ghoulam e Allan si distrae e lascia andare Higuain. La palla è precisa e arriva sui piedi del core ‘ngrato Higuain, che segna e non esulta. L’argentino ha troppa qualità, e un regalo del genere è delizioso per il suo piede educato. Gran gol. Non poteva mancare il gol dell’ex.

E l’argentino non esulta. Capisco e accetto l’abbraccio di Sarri e quello di alcuni suoi compagni. Il mister ha avuto parole dolci per l’ex-Napoli, e lo ha abbracciato. Per i tifosi è tutt’altra storia, Higuain è il passato. Le sue imprese calcistiche rimarranno indelebili nella memoria del popolo azzurro (vedi il video delle sue imprese della scorsa stagione in 30 secondi), e forse un giorno, molto lontano, dimenticheremo il suo addio. Dimenticheremo il dolore che, quell’addio e il modo in cui l’argentino è scappato da Napoli, hanno provocato (leggi: La storia delle mie 5 poesie per Higuain e Higuain è riuscito dove lo “spalla a spalla” di Benitez ha fallito). Ma per il momento a molti tifosi azzurri non esultare è sembrato ipocrita, quasi una presa in giro. E’ una storia che non ci riguarda più. Gonzalo, risparmiaci tutto questo. Non prenderci in giro. E’ troppo anche per l’ipocrita mondo del calcio. Ma ritorniamo alla partita. Qualche cambio non serve a migliorare le cose. Gli azzurri sfiorano il pareggio nel finale. Ma al Napoli non gira come deve girare.

E non va via un pensiero che martella e martella nella mente. Il Napoli perde una partita che non merita di perdere. Ha giocato meglio. Ma c’è un problema. La squadra non è più un tutt’uno che si muove all’unisono, i singoli pezzi spesso vanno in fallo. E arrivano i regali. Oggi è il turno di Ghoulam. Ma il ragazzo è in buona compagnia, non sono stati i primi svarioni. Speriamo soltanto che siano gli ultimi. Il Napoli non può permettersi questi svarioni, perché squadre come la Juventus, ciniche e abituate a partite sporche, ti puniscono alla prima occasione. Non ti lasciano scampo. Quel che resta è solo la sconfitta. E’ inutile recriminare. E’ inutile dannarsi l’anima e dannare i propri errori, le proprie incertezze, i vuoti azzurri, vuoti che sono diventati una triste costante di questa stagione. L’errore sbilancia tutto. E’ successo ancora, il problema c’è e va risolto. Mi dispiace dirlo, ma c’è un punto del quale dobbiamo essere consci. Il Napoli è una delle migliori squadre italiane, e fa un gioco spettacolare. Ma queste partite insegnano tanto. Queste sconfitte insegnano che manca ancora qualcosa. Manca un gradino, manca lo step che ti fa vincere, manca l’ingrediente misterioso per arrivare al top, un ingrediente che forse non avremo mai.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

il blog: lamiasulnapoli.wordpress.com

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