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atanaArriva la prima batosta stagionale, su un campo che già in passato aveva strappato punti inaspettati al Napoli. Il Napoli imbattuto deve arrendersi per 1 – 0 ai neroazzurri di Gasperin. Sarri organizza un modesto turnover, quanto basta per proseguire nella conservazione delle forze, un piano approntato per affrontare le ultime 7 partite in 3 settimane. Gasperini prepara la partita che già Juric a Genoa aveva orchestrato, marcature ad uomo e aggressività sui giocatori azzurri. Se a questo si aggiunge che gli azzurri non erano nelle loro migliori condizioni (forse più mentali che fisiche), allora il quadro della partita è disegnato, manca solo la cornice.

La partita è storia già vista. Sembra di rivedere l’atteggiamento del Genoa, guarda caso ex squadra di Gasperini. Permettetemi una battuta, evidentemente ci sarà stato un passaparola. Il Napoli aveva permesso a quegli avversari di rovinare il suo gioco, e a Bergamo si è verificata la stessa cosa. Si potrebbe studiare una nuova patologia, il Napoli è il primo paziente che ne è affetto: la sindrome dello stalkerato. Data l’elevata qualità e il gioco sbalorditivo del Napoli, in partite come quella di Genova o quella di Bergamo, le avversarie non possono che rinunciare a creare gioco e pensare a bloccare il gioco avversario, per poi tentare di sfruttare le poche occasioni lì davanti. E il Napoli soffre queste situazioni, soprattutto se è scarico mentalmente e non al massimo fisicamente in alcuni uomini. Lo ha confermato Sarri, che dichiara come le fatiche mentali della partita di Champions hanno potuto pesare sulla prestazione degli azzurri.

I bergamaschi trovano il gol grazie ad un’azione ben orchestrata, ma soprattutto grazie alla mano della Dea fortuna. L’assist è confezionato dal Papu Gomez, che è sembrato il miglior Lionel Messi, imprendibile dal suo lato. Riesce ad evitare Hysaj e a crossare in mezzo. Il resto è un buon soggetto per lo show di Benny Hill, Koulibaly non arriva sulla palla per un pelo, e nemmeno Petagna. La palla impatta il viso di Ghoulam, che serve involontariamente Petagna. Il bergamasco ha un compito facilissimo e non sbaglia.

La partita del Napoli è sottotono per lunghi tratti. Riesce ad essere pericoloso in alcune occasioni, e pur mantenendo un dominio territoriale nella seconda frazione, non sblocca il risultato. Troppo poco visto il divario tecnico in campo. E Reina e la traversa salveranno gli azzurri da un risultato ancora più mortificante. Nemmeno i cambi riusciranno a dare la scossa decisiva agli azzurri. Il subentrante Mertens, entrato al posto di uno stanco Callejon, non è più se stesso da qualche partita, non è tonico e non riesce in quello che è la sua dote più esplosiva, il dribbling. Di mattina, non si riconosce più allo specchio. E queste partite dovrebbero essere sbloccate proprio dalla verve di giocatori come Mertens, è mancato anche lui. Nemmeno il cambio modulo, con l’ingresso di Gabbiadini al posto di Jorginho, ha dato i suoi frutti. Entra anche Giaccherini, ma oramai la partita è decisa.

La prima sconfitta stagionale non deve abbattere l’ambiente, il Napoli è ancora secondo. Il Napoli ha intrapreso un nuovo percorso per poter far a meno del campione scappato via. Lungo questa strada si sta adattando, sta cercando soluzioni differenti in fase offensiva, sfruttando meglio cross e corner rispetto alla passata stagione. Ma evidentemente non basta, gli manca ancora qualche pezzo, il Napoli deve migliorare nell’approccio e nella gestione di un certo tipo di gare. E a volte un po’ di fortuna in più non sarebbe sgradita. La parola d’ordine è migliorare, Sarri e il Napoli dovranno trovare il mezzo per superare un certo tipo di partite in trasferta, dove incontreranno tattiche estremamente ostruzionistiche. Lo stalker non deve averla vinta!

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

il blog: lamiasulnapoli.wordpress.com

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