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gabbiadiniLa settimana era iniziata con la difficile battaglia sul campo del Genoa, il pareggio, e il botta e risposta tra Sarri e de Laurentiis, che manifesatavano una diversità di vedute sul rapporto da assumere con gli arbitri. Questo apparente contrasto tra dirigenza e guida tecnica ha alimentato discussioni, che hanno tenuto banco sui social e nelle televisioni. Lo stesso risultato, apparentemente striminzito, ha visto contrapporsi quelli del bicchiere mezzo pieno e quelli del bicchiere mezzo vuoto, quelli che ci hanno visto un punto guadagnato o quelli per i quali bisognava assolutamente vincere a Genova. Eppure, ad una attenta analisi di quanto successo a  Marassi (tenendo a mente gli errori arbitrali), il punto è sembrato, per chi vi scrive, un punto guadagnato. E’ stato un buon risultato perché ottenuto contro una squadra che ha saputo mettere in difficoltà gli azzurri, come poche altre. Ma da queste parti basta poco per passare dalle stelle alle stalle. E quindi bisognava ritornare alla vittoria e dimenticare questi malumori.

E quindi Sarri e i suoi affrontano il Chievo di Maran al San Paolo. Rispetto al Genoa, il Chievo non applica le marcature a uomo e sembra meno in palla della squadra di Juric. Maran chiude le vie centrali con il suo 433, con i 3 attaccanti stretti in fase passiva, Jorginho inseguito da Birsa, le mezzali in pressione sui terzini azzurri in uscita. Ma questa serata al San Paolo è altra storia. Mettere uno sgambetto agli azzurri in casa è ardua impresa. Il Napoli concentra le sue azioni per le vie laterali, e cerca e trova gli spazi giusti per arrivare al gol. Gli spazi ci sono, il Chievo non è imperforabile. Il Napoli va a segno nel primo tempo con Gabbiadini prima e poi con Hamsik. Gabbiadini si sblocca, il leone esce dalla gabbia in cui si era rintanato. Hamsik serve il puntuale spanish sniper Callejon in profondità. Lo spagnolo la dà indietro per Gabbiadini, che fa partire una sassata potente e precisa nell’angolo opposto. L’azzurro esulta come non aveva mai fatto. Rabbia e felicità. Finalmente la rabbia, finalmente la felicità. E’ questa la grinta che vogliamo. E’ questo il Manolo che vogliamo. E’ questo l’attaccante che sa fare l’attaccante, l’attaccante dal mancino d’oro. Il secondo gol è opera di Hamsik, il Napoli verticalizza ancora, e lo fa a tappe. Jorginho per Insigne, che vede Hamsik libero negli spazi. La botta dello slovacco e Sorrentino non sembra immune da colpe. Sono 100 i gol di Hamsik nel Napoli (considerando tutte le competizioni), è quinto nella classifica azzurra di tutti i tempi. Cavani è a quota 104 e Maradona a 115, ma dove vuoi arrivare Marek? Le due squadre si alternano nel palleggio, il Napoli vive i suoi soliti 10 minuti di appannamento di gioco, all’inizio del secondo tempo. L’episodio più pericoloso per la retroguardia del Napoli vede protagonista il subentrante Floro Flores. L’ex Napoli, servito sul filo del fuorigioco, per un pelo non la mette dentro, salvano Reina e Koulibaly. Ma il Napoli è bravo a lasciare il risultato invariato. Sarri gestisce i cambi alla solita maniera, e probabilmente non c’è l’occasione per mettere i nuovi in campo, che avranno presto spazio e tempo per mettersi in mostra. A fine partita Sarri fornisce dei chiarimenti sulle dichiarazioni del dopo Genoa – Napoli, e anticipa che presto il numero di giocatori schierati passerà da 18 a 22.

Il Napoli è imbattuto in questa stagione, 4 vittorie e 2 pareggi in campionato e 1 vittoria in Champions League. Imbattuta tra le mura amiche nella scorsa stagione, la squadra di Sarri continua la sua corsa, sono 22 le partite consecutive di campionato che il Napoli non perde in casa, da 9 partite vince. Ma questa imbattibilità, questo Napoli, i record della passata stagione, i risultati di questa squadra, già con Mazzarri, poi con Benitez e ora con Sarri, sembrano normalità. Ma normalità non sono, lo raccontano i 90 anni di questa squadra, che rallegra i propri tifosi come è stata capace di fare in pochi momenti nella propria storia. Intanto, il Napoli attende il Benfica al San Paolo, per giocare la terza Champions League della sua storia.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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