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milik_bologna_esultanzaE’ il turno del Bologna di Donadoni, uno degli impegni ravvicinati del Napoli di mister Sarri. Dopo la Champions League e prima della trasferta di Genoa e della partita in casa con il Chievo. Sarri non può che scegliere il turnover, opta per un modesto turnover. In campo Strinic per Ghoulam, Zielinski per Allan e davanti Insigne e Gabbiadini per Mertens e Milik. Sarà una notte di déjà vu, quindi come finirà? Come il 6 a 0 di Napoli – Bologna o come la sconfitta per 3 a 2 di Bologna – Napoli?

Il Napoli prende il possesso della partita quasi subito, ma non è sempre preciso, per qualche errore a centrocampo. Gli azzurri e Gabbiadini sembrano non capirsi. I compagni non vedranno quasi mai l’attaccante centrale, e quando lo serviranno, Gabbiadini farà i movimenti sbagliati. Invece, sarà un buon primo tempo di Lorenzo Insigne, che arriverà alla conclusione in più occasioni, sarà egoista in alcuni frangenti, troppo. Avrà anche uno scambio di opinioni con Gabbiadini, che non ricambierà il saluto al momento della sostituzione.

Il déjà vu di Palermo – Napoli 0 3 (2016-17). Ma Insigne è in giornata, è lui che sblocca la partita, in cooperativa col cecchino azzurro spagnolo, lo spanish sniper Callejon. Dalla solita posizione, la fascia sinistra, come contro il Palermo (1, 2) alla terza giornata di questo campionato, Lorenzo chiama e Josè risponde. Botta e risposta, il cross e la puntualità, Insigne crossa e dall’altro lato si fa trovare pronto lo spagnolo per colpirla di testa. Sì di testa, questo Napoli ha preso il vizio del gol di testa, 5 reti nelle 5 partite giocate.

Il déjà vu di Palermo – Napoli 3 – 1 (2014-15) e Napoli – Chievo 3 – 1 (2015-16). Il Napoli non riesce a chiudere la partita, che si trascinerà nell’indecisione fino alla metà del secondo tempo. Il Napoli riparte molle. Dà spazio agli avversari, che hanno l’opportunità di un innocuo tiro dalla distanza, con Verdi, che inspiegabilmente trafigge Reina. Sembra il Rafael incerto della papera di Palermo dell’ultimo Benitez. Sembra il Reina incerto di Napoli – Chievo 3 – 1 della passata stagione. Differente questo errore, ma li ricorda. Il portiere azzurro, che si era comportato egregiamente fino a quel momento, non vede il tiro del bolognese, grave errore, 1 – 1.

Il déjà vu di Napoli – Sampdoria 2 2 (2015-16). Il Napoli non va, Gabbiadini sembra un pesce fuor d’acqua, gli azzurri sembrano spenti. Sarri deve fare qualche cosa, ed ecco che entra Milik, al posto di Gabbiadini. Inspiegabilmente, appena il polacco poggia il piede all’interno del prato verde la partita cambia, gli azzurri sembrano ritrovare se stessi. Non voglio pensare che gli azzurri avessero voluto boicottare consciamente o inconsciamente Gabbiadini, è la sensazione che molti hanno recepito dagli spalti. Spero che sia stato solo un caso. Il Napoli pressa, sembra essersi destato dal sonno, è ritornato se stesso e vuole vincere. Entra anche Ghoulam per Strinic. E finalmente arriva il gol. Hamsik è defilato sulla sinistra, forse pensa che lì davanti ci sia Higuain, lo lancia in profondità con un assist puntuale. Il compagno si infila e con uno pallonetto delizioso e di giustezza beffa Costa, il portiere bolognese. Lo stadio esplode, il giocatore corre verso la curva, ma il cognome  che Decibel Bellini urla non è quello di Higuain, il suo ha solo 2 sillabe, è un polacco di belle speranze, il suo nome è Arkadiusz, per gli amici Arek, è Arkadiusz Milik. I ricordi tornano ad altri tocchi deliziosi, proprio come lo scavetto del Pipita di Napoli – Sampdoria della scorsa stagione.

Il déjà vu di Napoli – Palermo 2 – 0 (2015-16) e Chievo – Napoli 0 – 1 (2015-16). Il Napoli può ancora andare a segno, fa circolare la palla e il Bologna è annichilito. Sarri si permette anche un cambio storico, un cambio mai visto. Entra chi ti aspetti, ed esce chi non ti aspetti. Entra Allan per un Jorginho non al massimo. E Sarri sistema Hamsik da metodista. E ritorna il passato, con la faccia del presente, ancora un déjà vu, ancora Milik e Higuain i protagonisti. Il polacco vuole dimostrare di non essere solo bravo con la testa, di non essere bravo soltanto di fino, ma vuole mostrare di avere la potenza per perforare le mani del portiere. Prende palla e scaglia un bolide di sinistro da fuori area, sembra il bolide di Higuain in Napoli – Palermo della passata stagione. La palla è imprendibile e perfora le mani del portiere avversario, con la stessa potenza del gol di Higuain di Chievo – Napoli, sempre della passata stagione.

Abbiamo scoperto un grande giocatore, un giovane polacco che è arrivato a Napoli per far dimenticare il passato recente azzurro. Il suo nome è Arek, segna di testa, di fino e di potenza. Sta facendo cose egregie, non fa rimpiangere il Pipita Higuain e si avvantaggia del gioco scientifico del Napoli e delle perle dei suoi compagni. Il ragazzo merita gli applausi, merita i complimenti per quanto sta facendo. E’ ammessa la lode e ammesso è il paragone delle sue gesta con quelle di un campione recente, ma il ragazzo non è Higuain, è un giovane di belle speranze, che già ha ingranato, ma ha ancora tanta strada da percorrere. Il Napoli, dal canto suo, quando vuole, sa giocare il suo calcio, ma lascia spesso sorpresi per momenti di buio, proprio come quelli del Napoli di Benitez. Ancora déjà vu azzurri. Preoccupa la situazione di Gabbiadini, e peccato per Reina, che si rende protagonista di un grave errore, che avrebbe potuto compromettere l’incontro. Ora bisogna resettare tutto e pensare al Genoa, sperando che i déjà vu siano quelli buoni. Meglio il déjà vu di Napoli – Genoa 3 – 1, che quello di Genoa – Napoli 0 – 0.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli

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